Politica
26 Settembre 2026
Il capogruppo del Pd, Paolo Calvano, e la relatrice della legge, Alice Parma, intervengono dopo la decisione del Consiglio dei ministri

Fine vita. Calvano e Parma: “Il Governo impugna la legge ma non fa ciò che gli viene chiesto”

di Redazione | 2 min

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“Il Governo Meloni impugna la legge dell’Emilia-Romagna sul suicidio medicalmente assistito, ma continua a non fare ciò che da anni gli viene chiesto: una legge nazionale sul fine vita. È questo il vero punto politico della vicenda”.

Così il capogruppo del Partito Democratico in Assemblea legislativa, Paolo Calvano, e la vicepresidente del Gruppo Pd e relatrice della legge, Alice Parma, intervengono dopo la decisione del Consiglio dei ministri di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge regionale approvata dall’Emilia-Romagna lo scorso luglio.

Il Governo sostiene che la normativa regionale intervenga su profili di competenza statale e contesta, tra gli altri aspetti, il ruolo attribuito alle linee guida regionali nella definizione di alcuni requisiti.

“Il Governo – proseguono Calvano e Parma – sostiene di voler tutelare l’uniformità delle regole, ma da anni non riesce a dare all’Italia una disciplina nazionale. Nel frattempo sono intervenute ripetutamente le sentenze della Corte costituzionale, indicando un quadro di diritti e responsabilità al quale le istituzioni devono dare attuazione. L’Emilia-Romagna ha scelto di farlo, organizzando il proprio Servizio sanitario per garantire l’applicazione di quelle indicazioni”.

“Per questo – aggiungono – riteniamo importante quanto evidenziato dal presidente de Pascale: il Governo, con questa impugnazione, riconosce nei fatti che le Regioni possono intervenire sul tema. Se esiste una questione di competenze o di uniformità nazionale, la risposta non può essere lasciare i cittadini e le Regioni dentro un vuoto normativo. La risposta deve essere una legge dello Stato”.

Calvano e Parma respingono inoltre le contestazioni sulla qualità delle cure palliative in Emilia-Romagna: “Mettere in discussione il lavoro delle nostre professioniste e dei nostri professionisti delle cure palliative è ingeneroso e non corrisponde al lavoro che viene svolto ogni giorno nel nostro sistema sanitario. Come ha ricordato il presidente de Pascale, la Regione ha raggiunto e superato gli obiettivi Pnrr sulle cure palliative, comprese quelle pediatriche”.

“Su una materia così delicata – concludono – non servono contrapposizioni ideologiche né battaglie politiche sulla pelle delle persone. Servono regole chiare, diritti esigibili e garanzie per pazienti, famiglie e professionisti. L’Emilia-Romagna farà la propria parte anche davanti alla Corte costituzionale per difendere il contenuto della propria legge e il diritto delle persone di scegliere nel rispetto della propria dignità e della propria, sacrosanta, libertà. Continueremo a chiedere al Parlamento di fare finalmente ciò che ancora non ha fatto: una legge nazionale sul fine vita”.

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