Eventi e cultura
23 Settembre 2026
Il 27 settembre il debutto dello spettacolo ispirato a “Cenere”: danza, musica e parole nel centenario del Nobel alla scrittrice sarda

Grazia Deledda rivive in scena, la prima nazionale è a Ferrara

di Redazione | 3 min

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Sarà Ferrara a ospitare la prima nazionale di “Deledda – Cenere e le canzoni della rivoluzione silenziosa“, spettacolo multidisciplinare dedicato alla figura e all’opera di Grazia Deledda. Il debutto è in programma domenica 27 settembre al Teatro Comunale, nell’ambito del Festival di Danza contemporanea 2026, prima tappa di una tournée che toccherà successivamente Roma, Verona, Treviso, Reggio Calabria, Genova e Prato

Lo spettacolo arriva nell’anno del centenario dell’assegnazione a Deledda del Premio Nobel per la Letteratura del 1926, riconoscimento che la rese l’unica scrittrice italiana ad aver ricevuto il Nobel per la Letteratura. Al centro del progetto c’è una rilettura della sua figura attraverso danza, parola e musica dal vivo, con particolare attenzione alla condizione femminile e alla capacità della scrittrice sarda di incrinare le convenzioni sociali del proprio tempo.

Protagonisti in scena saranno l’étoile Emanuela Bianchini, che firma anche la struttura coreografica definitiva dell’opera, il primo ballerino Damiano Grifoni e i solisti della Mvula Sungani Physical Dance. La parte recitata è affidata all’attrice sarda Lia Careddu, mentre sul versante musicale saranno presenti le voci di Flo e Serena Pisa, accompagnate da Ernesto Nobili alla chitarra, Erasmo Petringa al violoncello e al basso, Francesco Di Cristofaro al pianoforte, fisarmonica e flauti e Marco Caligiuri alla batteria, percussioni ed elettronica, insieme a un quintetto d’archi.

Il punto di partenza narrativo è “Cenere”, il romanzo pubblicato da Deledda nei primi anni del Novecento e portato sullo schermo nel 1916 con Eleonora Duse nella sua unica interpretazione cinematografica. La vicenda di Olì, madre costretta a confrontarsi con il peso delle convenzioni sociali, della maternità e del sacrificio, diventa nello spettacolo il terreno su cui interrogare il rapporto tra libertà individuale, ruoli di genere e responsabilità.

L’opera nasce da un’idea del regista e coreografo Mvula Sungani, sviluppata durante la pandemia in occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita della scrittrice nuorese. Alla dimensione letteraria si affianca una componente autobiografica: Sungani dedica infatti il progetto alla memoria della madre e della nonna, entrambe sarde e originarie di Nuoro.

«Nel silenzio, dove la parola si dissolve, il suono si fa memoria e il gesto prende forma, nascono emozioni e visioni», spiega il coreografo. «Questo spettacolo è nato anche per Vanna e Lucia, mia madre e mia nonna, due donne sarde che, come Olì e la stessa Deledda, hanno saputo resistere al proprio tempo, difendere la propria libertà e trasformare il dolore in forza».

La drammaturgia utilizza testi tratti da Cenere e li mette in dialogo con la physical dance e con una selezione di brani della canzone d’autore italiana. Le musiche attraversano repertori di Lucio Battisti, Vasco Rossi, Luca Barbarossa, Roberto Vecchioni, Fabrizio De André, Franco Battiato e Renato Zero, oltre a canti della tradizione popolare, rielaborati attraverso arrangiamenti che alternano strumenti acustici ed elettronica.

Uno dei fili conduttori dello spettacolo è il rapporto tra madri e figli e, più in generale, lo sguardo maschile sulla fragilità e sul sacrificio femminile. Una prospettiva che trova nella relazione tra Olì e il figlio Anania uno dei suoi nuclei centrali e che viene estesa, attraverso le canzoni scelte, alla rappresentazione della cura, della responsabilità e della possibilità di mettere in discussione modelli maschili consolidati.

La prima ferrarese del 27 settembre inaugurerà quindi il percorso nazionale dello spettacolo. Dopo il Teatro Comunale, “Deledda – Cenere e le canzoni della rivoluzione silenziosa” sarà il 17 ottobre all’Auditorium della Conciliazione di Roma, il 29 ottobre al Teatro Ristori di Verona, il 30 ottobre al Teatro Eden di Treviso, il 13 gennaio 2027 al Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria, il 2 febbraio al Teatro Carlo Felice di Genova e il 13 maggio al Politeama Pratese.

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