Comacchio. Istituire un fondo regionale dedicato alla copertura dei costi di esercizio degli impianti idrovori elettrici a servizio delle Valli di Comacchio, in modo da garantire il funzionamento delle pompe nelle fasi critiche, senza gravare sul bilancio ordinario dell’Ente Parco. A chiederlo, con un’interrogazione in commissione, è il consigliere di Fratelli d’Italia, Fausto Gianella.
“Nel corso del 2026 le Valli hanno attraversato due crisi opposte e ravvicinate: a febbraio il livello ha raggiunto un picco di circa venti centimetri oltre soglia, attestandosi poi a +18 cm, con sommersione di dossi e isolotti, erosione di argini e sponde, mentre all’inizio di luglio, all’opposto, il livello è sceso a circa 24 centimetri sotto il medio mare, con temperature vicine ai 40 gradi e una significativa moria di branzini nell’area nord-occidentale”, spiega Gianella.
Nel suo atto ispettivo, il consigliere spiega che “il sistema di regolazione è tuttora affidato a manufatti a gravità – quindici chiaviche a Foce, sei a Bellocchio e altrettante a Fattibello – che consentono lo scarico in mare soltanto in fase di bassa marea, con l’esito che nelle fasi di alta marea persistente il deflusso naturale si annulla”. “Il danno non è soltanto naturalistico ma anche economico e identitario per il territorio – va avanti Gianella -, incidendo sulla vallicoltura tradizionale, sulla filiera dell’anguilla e sulla fruizione turistica dell’area, inclusa l’infrastruttura ciclopedonale dell’Argine degli Angeli, interessata da cedimenti”.
Da qui l’interrogazione per sapere se la Giunta intenda anche riconoscere un contributo straordinario degli eventi in corso, nella consapevolezza che “un danno ambientale a un sito Natura 2000, non gestito con la necessaria tempestività, può configurare, oltre al pregiudizio ecologico diretto, un inadempimento degli obblighi di tutela attiva”.
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