Oltre 2.000 persone hanno varcato i cancelli dello stabilimento di Pomposa per scoprire da vicino i “segreti” della Pomposa Smart Factory, il principale polo produttivo di Conserve Italia e uno dei più importanti stabilimenti europei per la trasformazione dei vegetali. In occasione di questo Open Day, i dipendenti e le loro famiglie hanno avuto l’opportunità di entrare nel cuore del sito produttivo insieme ai soci, agli stakeholder e alle istituzioni del territorio per conoscere da vicino una realtà profondamente rinnovata grazie agli investimenti realizzati negli ultimi anni.
Una giornata di festa e condivisione che si inserisce all’interno del programma di iniziative organizzate per celebrare il 50esimo anniversario di Conserve Italia, consorzio cooperativo fondato il 24 maggio 1976, e che ha permesso di raccontare attraverso visite guidate il percorso compiuto dallo stabilimento verso un modello produttivo sempre più automatizzato, interconnesso e sostenibile. Presenti, tra gli altri, anche Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessore allo Sviluppo economico, e l’eurodeputato Dario Nardella.
“Aprire le porte di Pomposa e vedere una partecipazione così numerosa è stato il modo più bello per condividere con il territorio un traguardo importante come il 50esimo anniversario del nostro consorzio cooperativo – dichiara Maurizio Gardini, presidente di Conserve Italia -. In mezzo secolo siamo cresciuti e siamo diventati una delle principali realtà conserviere europee, ma la nostra identità è rimasta la stessa: siamo una filiera cooperativa che nasce dai campi e dai nostri soci produttori, trasforma la loro materia prima e la valorizza sui mercati attraverso marchi storici del made in Italy, conosciuti e apprezzati dai consumatori. Lo stabilimento di Pomposa rappresenta molto bene questo legame tra le nostre radici e il futuro: qui, 24 anni fa, dove non c’era nulla, abbiamo costruito una fabbrica oggi sempre più all’avanguardia nelle tecnologie, nei processi produttivi e logistici. È così che la cooperazione, partendo dall’agricoltura, crea valore per il territorio”.
POMPOSA, CUORE DEL PIANO INVESTIMENTI
Lo stabilimento ferrarese è stato al centro del Piano investimenti 2023-26 da 86,9 milioni di euro, uno dei più importanti programmi di sviluppo realizzati nei 50 anni di storia di Conserve Italia. Il Piano ha interessato sette stabilimenti produttivi – Pomposa, Ravarino, Barbiano di Cotignola, Massa Lombarda, Alseno, Albinia e Mesagne – oltre alla sede di San Lazzaro di Savena, con oltre la metà delle risorse destinate proprio al sito di Pomposa. Gli interventi hanno riguardato l’ammodernamento degli impianti, la digitalizzazione dei processi, l’efficientamento energetico e lo sviluppo di sistemi logistici avanzati, con l’obiettivo di aumentare efficienza e qualità delle produzioni, riducendo al contempo l’impatto ambientale, per un’industria agroalimentare sempre più sostenibile.
A Pomposa questa trasformazione è oggi visibile in ogni fase dell’attività industriale. Tra gli interventi più significativi figurano i due Thor, evaporatori di ultima generazione per la lavorazione del pomodoro che contribuiscono a un risparmio stimato fino a 5.000 tonnellate di CO₂ all’anno, e il nuovo sistema intralogistico automatizzato con 25 navette Lgv (Laser Guided Vehicles), capaci di movimentare oltre 5.000 pallet al giorno. A queste novità si aggiungono l’ampliamento del magazzino automatico dei prodotti finiti (fino a un totale di 120mila posti pallet gestiti in maniera automatizzata), il magazzino intensivo per i legumi secchi, il sistema automatico di picking per pallet misti e il potenziamento delle linee produttive, con la nuova linea per la polpa fine da 12 tonnellate all’ora e quella per i legumi sottovuoto da 600 scatole al minuto.
“L’Open Day ci ha permesso di mostrare cosa significa investire nel futuro di Conserve Italia – sottolinea Pier Paolo Rosetti, direttore generale di Conserve Italia -. Il Piano investimenti appena concluso non è stato una semplice somma di interventi tecnologici ma il risultato di una visione che tiene insieme componente agricola e innovazione industriale. Abbiamo reso i nostri stabilimenti più efficienti, automatizzati e sostenibili per essere più competitivi sui mercati e, soprattutto, per continuare a valorizzare al meglio la materia prima conferita dai nostri soci. Pomposa è l’espressione più avanzata di questo percorso e averla aperta a così tante persone è stato un modo per condividere non soltanto ciò che abbiamo realizzato ma anche la direzione nella quale vogliamo continuare ad andare nei prossimi anni”.