Attualità
18 Settembre 2026
Il firmamento protagonista tra scienza, arte, architettura, musica e tecnologia

“Ferrara delle Scienze 2026” alza lo sguardo… al Cielo

di Redazione | 3 min

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Dalla meridiana di San Petronio alle nuove tecnologie, dalla fisica all’arte e alla letteratura, fino alla musica e agli strumenti scientifici storici: un viaggio interdisciplinare per raccontare il Cielo e il nostro modo di osservarlo, interpretarlo e immaginarlo.

Giunge alla terza edizione “Ferrara delle Scienze”, il progetto di Public Engagement dell’Università di Ferrara nato per portare la scienza fuori dai luoghi consueti e renderla accessibile, coinvolgente e condivisa. Dopo aver dedicato la precedente edizione alla luce, nel 2026 il progetto volge lo sguardo verso l’alto e sceglie come protagonista “Il Cielo”.

Un tema che sarà esplorato attraverso un ricco calendario di appuntamenti, con l’obiettivo di tradurre la complessità dei concetti scientifici in un linguaggio accessibile e di costruire un’esperienza di conoscenza interdisciplinare e multisensoriale. Il Cielo diventa così il punto d’incontro tra discipline apparentemente lontane: la fisica dialogherà con l’architettura, l’arte e la letteratura si confronteranno con la scienza, mentre la musica e le tecnologie contribuiranno a restituire nuove modalità di osservazione e interpretazione della volta celeste.

Il progetto, promosso dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara in collaborazione con il Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra, l’Ufficio servizi e-learning e multimediali e il Sistema Museale di Ateneo, si svilupperà tra Ferrara e Bologna attraverso incontri, conferenze, eventi musicali e una mostra dedicata agli strumenti scientifici storici.

Gli appuntamenti

Il viaggio nel Cielo prenderà il via mercoledì 23 settembre, giorno dell’equinozio d’autunno, alle ore 12 nella Basilica di San Petronio a Bologna, luogo di particolare prestigio per la presenza della celebre meridiana. Sarà proprio questo straordinario strumento a fare da elemento centrale della narrazione dell’edizione 2026, offrendo l’occasione per raccontare il rapporto tra Cielo, tempo, spazio e conoscenza e per riscoprire come, attraverso l’osservazione dei fenomeni celesti, l’uomo abbia imparato nei secoli a misurare il tempo e a interpretare il mondo che lo circonda.

Il 25 settembre, “Ferrara delle Scienze” farà tappa a Ferrara in Piazza Castello in occasione della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, dove sarà presentato il progetto e saranno illustrati gli appuntamenti dedicati al Cielo. Il progetto sarà inoltre illustrato il 6 ottobre alle ore 17.30 al Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, (via della Ghiara, 36).

Il programma entrerà poi nel vivo con tre conferenze tematiche, che si terranno il 27 ottobre, il 10 novembre e il 24 novembre alle ore 17.30 nella Sala Estense (Piazza del Municipio, 14 a Ferrara) che affronteranno il tema del Cielo da molteplici prospettive. Sarà un percorso attraverso discipline e linguaggi diversi, nel quale arte e letteratura dialogheranno con la fisica, l’architettura e le tecnologie più innovative. A intervenire sarà il 27 ottobre Lucia Votano, fisica, dirigente di ricerca dell’INFN (già direttrice dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso), il 10 novembre Maria Cristina Carile, bizantinista, professoressa di Storia dell’arte medievale all’Università di Bologna, il 24 novembre Francesco Sauro, ricercatore all’Università di Padova, speleologo ed esploratore.

Il 1° dicembre si rinnova inoltre la collaborazione con il Conservatorio “Girolamo Frescobaldi” di Ferrara, che curerà il concerto tematico “Il cielo in una stanza”, in programma alle ore 17.30 al Ridotto del Teatro Comunale con l’obiettivo di tradurre in note il fascino suscitato dalla volta celeste.

A completare il calendario a febbraio 2027 a Palazzo Turchi Di Bagno, (c.so Ercole I D’Este, 32), sarà la mostra “Coelum tangere” dedicata agli strumenti scientifici storici della Collezione Instrumentaria delle Scienze Fisiche, appartenente al Sistema Museale di Ateneo, offrendo uno sguardo ravvicinato sull’evoluzione della nostra capacità di osservare l’infinito. L’esposizione è a cura di Grazia Zini e Anna Maragno.

Il progetto è realizzato con la collaborazione di Accademia delle Scienze di Ferrara, Comune di Ferrara, Conservatorio “G. Frescobaldi”, Curia Arcivescovile di Bologna – Basilica di San Petronio, Liceo Roiti, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti – Sezione di Ferrara, della Società Italiana di Archeoastronomia e della SISFA – Società Italiana di Storia della Fisica e dell’Astronomia.

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