Cento
12 Settembre 2026
Isit Bassi Burgatti e Confartigianato Ferrara insieme per avvicinare formazione e mondo del lavoro. Balboni: “Il territorio non può permettersi di disperdere il patrimonio di competenze delle imprese”

Scuola e imprese, a Cento nasce “Il Ponte”: un percorso di tre anni per costruire competenze

di Redazione | 5 min

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Cento. Ridurre la distanza tra scuola e mondo del lavoro, portare le competenze delle imprese dentro gli istituti e offrire agli studenti un orientamento più concreto sulle opportunità professionali del territorio. È questo l’obiettivo de “Il Ponte – Scuola e aziende costruiscono competenze”, il progetto promosso da Isit Bassi Burgatti di Cento e Confartigianato Ferrara, nato dall’incontro tra alcuni imprenditori del territorio e il mondo della scuola.

Un percorso pensato per durare tre anni e coinvolgere studenti di indirizzi diversi, chiamati a lavorare insieme su progetti comuni, mettendo in dialogo competenze di meccanica, automazione, informatica e organizzazione.

A spiegare le ragioni alla base dell’iniziativa è stato Francesco Buttino, vicesegretario provinciale di Confartigianato Ferrara, che ha definito il rapporto tra formazione e imprese “non più una proposta scontata, ma qualcosa di essenziale e strategico” per il futuro del territorio.

L’idea, ha raccontato, è nata quasi per caso durante un incontro tra imprenditori alla ricerca di personale e il professor Emanuele Santato, docente dell’ISIT Bassi Burgatti. Da quella prima occasione è emersa una domanda: cosa può fare il mondo dell’impresa per la scuola e, allo stesso tempo, cosa può fare la scuola per avvicinarsi maggiormente alle esigenze delle aziende? Da qui il progetto “Il Ponte”, con l’obiettivo di ricostruire un collegamento che negli ultimi anni, secondo Confartigianato, si è progressivamente indebolito.

“Quando parliamo del futuro del nostro territorio e del suo tessuto economico – ha sottolineato Claudio Balboni, presidente della sezione Cento di Confartigianato Ferrara – parliamo di un patrimonio straordinario
fatto di storia, innovazione, passione e maestria”. Un patrimonio rappresentato dalle competenze e dall’esperienza accumulate nelle aziende artigiane e manifatturiere, che “non possiamo permetterci di disperdere”. Per Balboni scuola e impresa devono quindi “camminare strettamente fianco a fianco”. Anche perché il mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa sta cambiando rapidamente: digitalizzazione, nuove tecnologie, attenzione alla qualità e alla sostenibilità richiedono profili sempre più preparati.  Il problema, ha evidenziato, è il divario ancora esistente tra la formazione teorica e le competenze operative richieste quotidianamente nei laboratori e nei reparti produttivi. Non si tratta soltanto di conoscenze tecniche, ma anche di capacità di risolvere problemi, lavorare in squadra, essere precisi e confrontarsi con strumenti e situazioni reali. “L’artigianato di oggi non è più quello di un tempo – ha spiegato Balboni – è innovazione, tecnologia applicata, creatività e altissima specializzazione”.

Da qui le tre direttrici individuate dal progetto: aggiornamento delle competenze, attraverso moduli pratici e laboratori congiunti; orientamento reale, per far conoscere agli studenti le opportunità offerte dalle aziende del territorio; e inserimento facilitato, creando un canale diretto per accompagnare i diplomati verso il mondo del lavoro.

A entrare nel dettaglio delle modalità operative è stato Alessandro D’Oria, imprenditore del Centese, che ha posto al centro il tema delle competenze. “Possiamo avere macchine, tecnologie, investimenti e ordini. Ma senza persone capaci di comprendere un problema, trovare una soluzione, assumersi responsabilità e migliorare un processo, nessuna impresa può avere davvero un futuro”, ha spiegato. Le competenze, secondo D’Oria, non si costruiscono soltanto sui libri, ma anche “nei laboratori, nelle prove, negli errori, nel confronto con problemi reali”. È proprio in questo spazio che scuola e imprese possono incontrarsi, senza sovrapporre i rispettivi ruoli: la scuola resta il luogo della formazione, del metodo e della crescita, mentre le aziende possono mostrare agli studenti dove quelle conoscenze trovano applicazione concreta.

Il progetto prevede un percorso triennale nel quale studenti provenienti da indirizzi diversi saranno chiamati a collaborare sullo stesso progetto. Un modello che punta a riprodurre anche nella formazione la necessità,
tipica delle aziende, di far dialogare professionalità e competenze differenti per raggiungere un risultato comune. D’Oria ha inoltre richiamato il tema del passaggio generazionale, particolarmente rilevante per il tessuto
imprenditoriale locale. Non si tratta soltanto, ha osservato, di trasferire un’azienda da una generazione all’altra, ma prima ancora di trasmettere competenze, responsabilità e cultura del lavoro. “Lo studente che oggi entra in un laboratorio potrebbe diventare domani un tecnico specializzato, un progettista, un programmatore, un responsabile di produzione. Oppure potrebbe diventare un imprenditore”, ha affermato. L’obiettivo non è stabilire in anticipo quale strada dovrà seguire ogni ragazzo, ma metterlo nelle condizioni di poter scegliere con gli strumenti adeguati.

A rappresentare il punto di vista della scuola è stato Emanuele Santato, insegnante tecnico-pratico dell’ISIT Bassi Burgatti, che ha raccontato il valore dell’esperienza diretta nel percorso degli studenti. “Ci credo molto a questo progetto perché credo in questo territorio”, ha detto Santato, spiegando di aver maturato prima dell’insegnamento un’esperienza di circa dieci anni. Un bagaglio che oggi cerca di trasferire agli studenti anche attraverso l’attività nei laboratori. “Portando fatti agli studenti vedo che gli si accende la passione”, ha raccontato. Per il docente, infatti, il ruolo degli insegnanti non consiste soltanto nel trasmettere nozioni, ma anche nel riuscire a trasmettere ai ragazzi la passione per ciò che fanno.

Un approccio che parte anche dall’ascolto degli studenti. “Qual è la vostra passione?”, è la domanda che Santato ha posto ai ragazzi dopo aver costruito con loro un rapporto basato prima di tutto sulla conoscenza e
sul rispetto reciproco. Il progetto “Il Ponte” sarà utilizzato già a partire da quest’anno scolastico, con l’obiettivo di trasformare il rapporto tra scuola e imprese in un’esperienza concreta e continuativa. Il filo conduttore, per tutti gli interventi, è quindi quello di mettere in relazione conoscenza ed esperienza, offrendo ai giovani una maggiore consapevolezza delle proprie possibilità e alle imprese la possibilità di contribuire alla formazione delle professionalità di cui il territorio avrà bisogno. “Formare competenze oggi significa dare possibilità ai giovani, continuità alle imprese e futuro al territorio”, ha concluso D’Oria.

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