Attualità
7 Settembre 2026
Dal potenziamento degli impianti idrovori al consolidamento di 25 chilometri di sponde: il Consorzio di Bonifica fa il punto sui cantieri finanziati dopo gli eventi del 2023. Calderoni: "Ferrara sarà certamente più sicura di prima", ma servono oltre 250 milioni per affrontare le nuove sfide climatiche

Consorzio di Bonifica: dieci milioni di euro per la sicurezza idraulica di Ferrara

di Redazione | 6 min

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La sicurezza idraulica di Ferrara passa attraverso 16 interventi, per un investimento complessivo superiore ai dieci milioni di euro, finanziati nell’ambito delle risorse ottenute dopo l’alluvione del 2023 attraverso le Ordinanze 8 e 35 del Commissario straordinario per la ricostruzione Francesco Paolo Figliuolo. Il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara ha fatto il punto sui lavori con un sopralluogo ad alcuni dei cantieri ultimati o in fase di conclusione nel territorio comunale.

Si tratta di un programma che comprende sei interventi di potenziamento degli impianti idrovori e dieci cantieri per il ripristino di frane che hanno interessato le strade comunali. Complessivamente sono stati sistemati circa 25 chilometri di sponde di fiumi e canali, in molti casi direttamente a ridosso della viabilità pubblica.

Al sopralluogo hanno partecipato il prefetto di Ferrara Massimo Marchesiello, l’assessore comunale Matteo Fornasini, i consiglieri del Consorzio, il presidente Stefano Calderoni e il direttore generale Mauro Monti.

La visita è partita dall’impianto idrovoro “Betto”, a Pontelagoscuro, dove il potenziamento ha previsto l’installazione di due nuove elettropompe. La portata complessiva dell’impianto passa così da 7,5 a 11,5 metri cubi al secondo, con un incremento del 50% della funzione scolante. L’intervento comprende anche l’automazione della paratoia Crespana, che consente di collegare i bacini Nicolino e Canal Bianco, creando un nodo strategico di laminazione a servizio di un’area che arriva a circa 6.384 ettari.

Tra gli interventi già realizzati o in conclusione ci sono poi quelli sullo Scolo Conca, lungo via della Sbarra, dove sono stati interessati circa 3,3 chilometri di canale, sul Canale Naviglio in via Pontegradella e in via Scornia a Baura, sullo Scolo Nicolino in via Vallelunga, sullo Scolo Casaglia in via delle Bonifiche, sul Canale Gramicia in via Bacchelli, sul Canal Bianco in via Diamantina e sulla Fossa Lavezzola, tra via Lavezzola e via della Fossa.

Un intervento particolarmente esteso ha interessato l’area di Aguscello e la zona orientale della città, con lavori sul Sant’Antonino per circa 3,4 chilometri, sul Giglioli per 390 metri e sul Valcore per altri 100 metri. Il finanziamento complessivo per quest’opera ammonta a 1,1 milioni di euro. Sul sistema Rovere-Serraglie, invece, i lavori hanno interessato circa 900 metri in via Baricorda e 760 metri lungo la Sp1-via Comacchio.

Il denominatore comune degli interventi è il ripristino della stabilità delle sponde compromesse dall’erosione e dalle precipitazioni eccezionali del maggio 2023. I lavori hanno previsto, a seconda dei tratti, la risagomatura dei canali e il consolidamento mediante pali in legno, geotessile e pietrame, spesso con il riutilizzo in sito dei materiali di risulta. Dove necessario sono stati inoltre ripristinati guard-rail e sedi stradali, così da garantire contemporaneamente la funzionalità idraulica e la sicurezza della viabilità.

Sul fronte degli impianti, oltre al potenziamento del Betto, il Consorzio è intervenuto sull’idrovoro Cittadino, tra via Michelini e il Canale Boicelli, al servizio di un bacino di circa 2.900 ettari. Il consolidamento profondo delle selle di appoggio delle tubazioni, realizzato con micropali a 15 metri di profondità protetti da un palancolato, ha consentito di riportare alla piena efficienza le tre pompe, ciascuna con una capacità di scarico di 6 metri cubi al secondo.

È invece ancora in fase di realizzazione il nuovo impianto idrovoro Scorsuro, destinato a raccogliere le acque di un bacino di circa 770 ettari a est di Ferrara. L’impianto avrà una capacità di 1,5 metri cubi al secondo e sarà dotato di due pompe che potranno scaricare direttamente nel Diversivo del Po di Volano, riducendo i tempi di smaltimento delle acque e superando il ricorso alle motopompe d’emergenza legato alla limitata efficienza della storica Botte Vallicella.

Nel programma rientrano inoltre il nuovo impianto idrovoro Barchetto, nella zona nord-est della città e di Malborghetto, progettato per garantire una via alternativa di deflusso verso il Canal Bianco con due pompe da 250 litri al secondo ciascuna, e il nuovo scolmatore Sant’Antonino-Aguscello, per un investimento di 250mila euro, destinato ad aumentare la capacità di gestione dei flussi durante gli eventi meteorologici più intensi.

Per il presidente del Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, Stefano Calderoni, il lavoro avviato dopo l’alluvione rappresenta un passaggio importante, ma non può essere considerato conclusivo. “Nel 2023 a seguito dell’alluvione che per fortuna non ci ha colpiti in maniera devastante come è accaduto in Romagna, abbiamo fatto la mappatura delle aree più vulnerabili di Ferrara dal punto di vista della tenuta idrogeologica e dei nostri impianti e abbiamo sviluppato un tipo di progettazione che ci desse la possibilità di limitare fortemente i danni. Le opere che vediamo oggi si concluderanno tra dicembre 2026 e i primi mesi del 2027 e allora Ferrara sarà certamente più sicura di prima. Tuttavia – continua Calderoni – non dobbiamo adagiarci sugli allori: i cambiamenti climatici in atto, un susseguirsi di fenomeni estremi che vanno dalla siccità a precipitazioni estremi, che vediamo ormai sotto i nostri occhi, devono farci agire, non tra molti anni, ma a breve per adattare le nostre opere idrauliche a queste nuove sfide. Con il nostro piano “Idropolis” abbiamo stimato in oltre 250 milioni di euro gli interventi necessari per tutelare i punti più fragili del territorio, ma sono investimenti che non possono riguardare solo Ferrara ma che richiedono una forte regia nazionale ed europea”.

Sul tema della collaborazione tra istituzioni è intervenuto il prefetto Massimo Marchesiello, che ha sottolineato la necessità di un coordinamento più ampio per affrontare le emergenze legate al clima e alla fragilità del territorio. “Desidero ringraziare il Consorzio per l’efficacia e la tempestività nel rispettare i termini e le procedure di gara in un contesto così complesso. Il Consorzio svolge un ruolo strategico fondamentale in un territorio delicato come il nostro, caratterizzato da aree depresse e sotto il livello del mare, dove il dosaggio accurato delle acque è vitale per preservare l’importante comparto agricolo ed economico locale. L’emergenza climatica purtroppo non è più un fatto eccezionale ma una costante realtà con cui dobbiamo confrontarci quotidianamente. Per non farci trovare impreparati di fronte a possibili eventi devastanti, promuoveremo un coordinamento a livello provinciale con tutti i soggetti gestori delle risorse idriche. Dobbiamo affrontare insieme anche problematiche complesse come l’impatto degli animali fossori che causano il franamento delle arginature con gravi ripercussioni sulla sicurezza stradale. La duttilità e la competenza del Consorzio saranno risorse preziose in questa prospettiva”.

A chiudere è stato l’assessore comunale Matteo Fornasini, che ha evidenziato il ruolo della collaborazione tra gli enti nella realizzazione degli interventi. “Desidero esprimere un sincero ringraziamento alla Protezione Civile, alla Prefettura e al Consorzio di Bonifica per questa eccellente collaborazione istituzionale, che dimostra una grandissima attenzione ai temi della tutela e dello sviluppo del territorio. Come Amministrazione comunale abbiamo intercettato circa cento milioni di euro di risorse dal Pnrr per riqualificare e migliorare la nostra città sotto molteplici aspetti. La stretta sinergia con gli altri enti del territorio ci permette di spendere queste importanti risorse nel modo giusto, restituendo ai nostri cittadini una Ferrara decisamente più sicura, riqualificata e pronta ad affrontare il futuro”.

Il quadro che emerge è dunque quello di una rete idraulica che, grazie agli interventi finanziati dopo l’alluvione, sta recuperando efficienza e capacità di risposta. Ma la sfida, come sottolineato dal Consorzio, è ormai strutturale: l’alternanza sempre più frequente tra siccità e precipitazioni estreme impone di proseguire negli investimenti e di affrontare la sicurezza idraulica non soltanto come risposta alle emergenze, ma come una delle priorità della pianificazione del territorio.

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