È scontro sulla riorganizzazione dei centri diurni psichiatrici “Maccacaro” e “San Bartolo”. A riaccendere il confronto è una lettera aperta della Fials, firmata dalla segretaria generale territoriale Mirella Boschetti, che contesta la ricostruzione fornita dall’Ausl sul futuro delle due strutture e parla di una “retromarcia” dell’Azienda dopo le proteste dei familiari degli utenti del Maccacaro.
Il caso è esploso nei mesi scorsi attorno allo sfratto del Centro diurno Maccacaro dallo storico immobile comunale di via Marco Polo. Secondo la Fials, però, l’emergenza legata alla sede non sarebbe all’origine delle scelte dell’Ausl, che avrebbe già programmato da tempo una riorganizzazione delle strutture.
Il sindacato sostiene infatti di avere denunciato la situazione già nel 2025, richiamando alcuni atti aziendali dell’agosto di quell’anno. In particolare, secondo quanto riportato nella lettera, la ricognizione effettuata dall’Ausl non avrebbe individuato nel patrimonio dell’Azienda spazi idonei a trasferire i centri diurni “Il Convento” e “Maccacaro”. Da qui sarebbe nata la ricerca sul mercato di un immobile “sito fuori dalle mura cittadine” destinato a ospitare entrambe le strutture.
Una circostanza che, secondo Fials, contrasterebbe con le rassicurazioni arrivate più recentemente dalla direzione dell’Azienda sanitaria. La direttrice generale, ricorda il sindacato, ha infatti affermato che “non vi è alcuna intenzione di spostare il centro diurno Maccacaro lontano dal centro cittadino”, indicando come possibile nuova sede gli spazi tra via Quartieri e via Della Ghiara, a pochi metri dall’attuale sede di via Marco Polo.
La scelta, secondo quanto riferito dalla direzione generale, sarebbe il risultato “da un’analisi delle attività svolte nel centro diurno e degli utenti che vi partecipano”, dalla quale gli spazi individuati sarebbero risultati adeguati.
È proprio sulla differenza tra gli atti del 2025 e le dichiarazioni più recenti che si concentra la contestazione della Fials. “Solo un anno fa gli atti Ausl dicevano altro”, sostiene il sindacato, che chiede quindi chiarezza sul percorso intrapreso dall’Azienda e sulle effettive prospettive delle strutture.
La Fials ricorda di avere sollevato la questione in diverse occasioni, attraverso lettere indirizzate alle istituzioni locali e regionali tra settembre e novembre 2025. Nel mirino erano finiti non soltanto il Maccacaro e il San Bartolo, ma più in generale le scelte di riorganizzazione della psichiatria ferrarese.
Il sindacato aveva inoltre contestato, secondo quanto riportato nella lettera aperta, “l’assenza di un coinvolgimento preventivo delle rappresentanze sindacali nelle manovre di ricollocamento dell’utenza e sulle ricadute occupazionali”. Fials parla di un “progressivo e silenzioso smantellamento della Psichiatria ferrarese”, paventando per i centri diurni anche ipotesi di fusione o esternalizzazione.
Tra le questioni richiamate dal sindacato c’è anche la Residenza psichiatrica “Il Convento”, per la quale Fials aveva denunciato il taglio di 30 posti letto, oltre alla riduzione dei posti letto dello Spoi del Delta.
Ora il sindacato torna a chiedere all’Ausl una posizione chiara sul futuro dell’intero comparto. “Fials è a risollecitare dati certi sul futuro della Psichiatria ferrarese”, si legge nella lettera, con la richiesta all’Azienda di garantire “la trasparenza sinora mancata”.
Al centro del confronto resta quindi il futuro del Maccacaro, ma per Fials la questione va oltre la singola sede: riguarda la possibilità di mantenere presidi psichiatrici radicati nei quartieri e facilmente accessibili agli utenti, oltre alle ricadute sulle famiglie e sui lavoratori coinvolti nella riorganizzazione.
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