Cento. C’è un patrimonio che a Cento non è soltanto economico, ma anche culturale. È quello delle imprese artigiane, delle competenze costruite negli anni, della manualità che si è trasformata in capacità produttiva e della propensione all’innovazione che ha consentito a tante aziende del territorio di crescere, affermarsi sui mercati e, allo stesso tempo, mantenere un legame forte con la propria comunità. È da questo punto di partenza che Confartigianato Ferrara propone, nell’ambito della 442ª Fiera di Cento, una serie di appuntamenti dedicati al rapporto tra impresa, territorio e futuro.
Un percorso che avrà un primo momento di confronto giovedì 10 settembre alle 17.30 nell’Area Meeting di piazza Guercino, al Doppio Portico, con il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, il sindaco di Cento Edoardo Accorsi, la presidente di Cna Ferrara Jessica Morelli e il presidente di Confartigianato Ferrara Graziano Gallerani. Un’occasione per mettere a confronto istituzioni e rappresentanze del mondo produttivo sulle prospettive del territorio e sul ruolo che il sistema delle imprese può giocare nello sviluppo della comunità centese. Il confronto proseguirà venerdì 11 settembre alle 18.30 al Villaggio delle Imprese con la tavola rotonda “Cento, tra tradizione e futuro. Quali prospettive?”. Un appuntamento pensato per mettere attorno allo stesso tavolo economia, impresa, formazione e territorio e interrogarsi su come il patrimonio produttivo centese possa continuare a essere un motore di sviluppo.
«Questa iniziativa è importante perché ci permette di riportare al centro dell’attenzione le imprese che ogni giorno tengono vivo il tessuto economico e sociale di Cento – sottolinea Francesco Buttino, vice segretaria di Confartigianato Ferrara e segretario della sezione centese di Confartigianato –. In particolare vogliamo valorizzare le tante imprese artigiane che insistono sul territorio, realtà che rappresentano una parte fondamentale dell’identità centese. Il nostro artigianato non è qualcosa che appartiene soltanto al passato: è capacità di innovare, di formare persone, di creare occupazione e di competere. La vera sfida, oggi, è riuscire a trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni, accompagnandolo verso il futuro senza perderne l’identità».
Il tema non è dunque soltanto quello della competitività delle aziende, ma riguarda il modello di sviluppo di un intero territorio. Intelligenza artificiale, transizione tecnologica, trasformazione dei processi produttivi e carenza di competenze stanno cambiando rapidamente lo scenario. La domanda è come affrontare questa trasformazione mantenendo centrale il capitale umano e quel “saper fare” che ha contribuito a costruire la vocazione manifatturiera centese.
A moderare la tavola rotonda dell’11 settembre sarà Alberto Lazzarini, vice-presidente dell’Ordine dei Giornalisti della provincia di Ferrara. Ad aprire i lavori, alle 18.35, sarà Riccardo Galli, presidente del Lions Club Cento, con una riflessione sulla storia economica del territorio e sulle prospettive del modello produttivo centese. Alle 18.50 sarà la volta di Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato Emilia-Romagna, che affronterà il tema del valore dell’impresa artigiana, intesa come luogo di innovazione, qualità e trasmissione del sapere. Alle 19.05 interverrà Diego Benatti, direttore Cna Emilia-Romagna, sul rapporto tra dimensione locale e mercati globali e sulla competitività della manifattura di domani. Seguiranno due testimonianze imprenditoriali: alle 19.20 un imprenditore Cna parlerà del rapporto tra formazione, scuola e giovani; alle 19.30 un imprenditore Confartigianato si confronterà invece sul rapporto tra intelligenza artificiale, nuove tecnologie e saper fare. Alle 19.40 toccherà a Ruggero Villani, direttore di Confcooperative Romagna Estense e presidente della Scuola di Sviluppo Territoriale, che porrà l’accento sulla necessità di convincere le nuove generazioni che anche a Cento esiste un futuro da costruire. A chiudere, dalle 19.55, sarà il dialogo con il pubblico.
Tre le domande al centro del confronto: se l’identità rappresenti ancora un vantaggio competitivo; quali competenze serviranno davvero nei prossimi dieci anni; e perché un giovane dovrebbe scegliere di costruire il proprio futuro a Cento.
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