Porotto. Gli spari dei cacciatori nelle prime ore del mattino hanno suscitato la preoccupazione di alcuni residenti nelle zone di Fondoreno e Borgo Scoline, alle porte di Ferrara. A segnalare la situazione a Estense.com è un abitante della zona, residente da circa vent’anni, che racconta di non aver mai avvertito prima d’ora colpi di arma da fuoco così vicini alle abitazioni.
“Mai prima d’ora mi era capitato di sentire spari di arma da fuoco vicino casa”, racconta il residente, spiegando di aver inizialmente pensato a un eventuale intervento per il contenimento della popolazione dei piccioni. Dopo aver contattato la Polizia Municipale, la segnalazione è stata indirizzata alla Polizia Provinciale, dalla quale il residente riferisce di aver ricevuto la spiegazione che si trattava di attività venatoria.
La segnalazione arriva nei giorni della preapertura della stagione venatoria. Il calendario regionale 2026-2027 prevede infatti, per alcune specie, l’anticipazione dell’esercizio venatorio dal 2 al 17 settembre, con giornate e modalità specifiche. Per il periodo dal 2 al 19 settembre gli orari indicati dalla Regione per alcune forme di attività venatoria arrivano fino alle 13.
È proprio l’orario mattutino a rappresentare uno degli aspetti più contestati dal residente: “Di fatto alle 6.30 del mattino a finestre aperte è inquietante essere svegliato da colpi di arma da fuoco, soprattutto perché tantissimi e senza sosta”.
La protesta non riguarda però soltanto il rumore. La preoccupazione espressa è anche quella relativa alla sicurezza percepita da chi vive nelle abitazioni prossime alle aree di caccia. Da qui la decisione di promuovere una petizione online per chiedere un intervento delle autorità.
La petizione, promossa da Wally Zucchelli e creata il 2 settembre, definisce la situazione “insostenibile” e sostiene che “sembra di vivere in una zona di guerra”. Nel testo si lamenta il rumore degli spari “dalle prime luci dell’alba”, che secondo i promotori entra nelle abitazioni e incide sul senso di sicurezza dei residenti.
“Risulta inconcepibile che nel 2026 dobbiamo sopportare una tale mancanza di rispetto e civiltà”, si legge nella petizione, che sottolinea come la contestazione non sia rivolta necessariamente alla caccia in quanto tale: “Non si tratta di essere contro la caccia in assoluto, ma di adottare soluzioni che possano tutelare i diritti degli abitanti di queste zone”.
Tra le richieste avanzate ci sono quindi maggiori limitazioni nelle aree prossime alle abitazioni, con l’individuazione di “zone franca” nelle quali vietare l’attività venatoria, soprattutto nelle zone considerate a maggiore densità abitativa.
Nel documento viene inoltre evidenziata la preoccupazione per gli animali domestici, che secondo i promotori della raccolta firme “vivono momenti di forte stress e traumi a causa di questa situazione caotica”.
La richiesta finale è rivolta alle autorità competenti affinché intervengano “per regolamentare in modo più severo le aree di caccia attorno a Fondoreno e Borgo Scoline” e garantiscano, secondo i promotori, maggiore tranquillità e sicurezza ai residenti.
La Regione Emilia-Romagna conferma intanto che il calendario venatorio 2026-2027 è stato approvato con la delibera di Giunta regionale n. 858 del 25 maggio 2026, con successive rettifiche pubblicate a settembre.
La petizione rappresenta dunque la prima iniziativa pubblica nata dalla protesta dei residenti, con l’obiettivo di portare all’attenzione delle istituzioni il problema della convivenza tra attività venatoria e abitazioni nelle campagne di Fondoreno e Borgo Scoline.
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