Attualità
3 Settembre 2026
Il 7 e 8 settembre studiosi, ricercatori, insegnanti e rappresentanti della società civile si confronteranno su transizione ecologica, guerre, autoritarismi e crisi della democrazia

A Ferrara il quinto Symposium su giustizia climatica e giustizia sociale

di Redazione | 2 min

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Ferrara ospita la quinta edizione del Symposium on Social Transition and Climate Change, in programma il 7 e 8 settembre al Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara. Al centro dell’appuntamento sarà il rapporto tra giustizia climatica e giustizia sociale, affrontato alla luce delle guerre, dell’affermazione degli autoritarismi e della crisi degli assetti democratici.

L’iniziativa, promossa dal gruppo di lavoro SPE Sviluppo Sostenibile e Transizioni Sociali, nasce con l’obiettivo di mettere in relazione università, scuola, istituzioni, società civile e terzo settore per approfondire i temi della transizione ecologica, della sostenibilità e della giustizia sociale ed ecologica.

Il Symposium intende interrogarsi sulle difficoltà che oggi ostacolano questi percorsi, dall’impatto dei conflitti e dei processi di deumanizzazione alla crescita di governi autoritari e xenofobi, passando per le conseguenze del modello economico estrattivo e per le tensioni legate alle politiche di transizione energetica. Un’attenzione particolare sarà riservata anche al ruolo dell’educazione e della formazione nella ricostruzione di spazi di democrazia e convivenza.

La prima giornata, lunedì 7 settembre, si aprirà alle 14.30 nell’Aula Magna Drigo con i saluti istituzionali del direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, Marco Bresadola, e l’introduzione al Symposium affidata ad Alfredo Alietti. Seguirà la prolusione dell’arcivescovo di Ferrara, monsignor Gian Carlo Perego.

Dalle 15 si terranno le relazioni di Patrizio Bianchi, professore emerito e titolare della Cattedra Unesco di Unife, Dario Padovan, sociologo dell’ambiente dell’Università di Torino, e Alessandra Annoni, giurista dell’Università di Ferrara. I lavori saranno coordinati da Romeo Farinella e Valentina Mini. La giornata proseguirà con interventi programmati, dibattito e conclusioni.

Martedì 8 settembre sarà invece dedicato al confronto tra i partecipanti. Dopo l’introduzione affidata ad Alessandra Marin, dalle 10 alle 13 saranno attivati diversi tavoli di lavoro su temi specifici, con la partecipazione di accademici, ricercatori, insegnanti, esponenti dell’associazionismo e della società civile.

Nel pomeriggio, a partire dalle 14.30, gli esiti dei diversi gruppi saranno presentati in una seduta plenaria. Il Symposium si concluderà con la redazione di un manifesto conclusivo, destinato a raccogliere analisi e proposte emerse nel corso delle due giornate.

Nato nel 2022 con il primo incontro di Gaeta, il Symposium ha successivamente fatto tappa a Teramo, Catania e Gorizia, affrontando temi legati al rapporto tra persone e territori, alla transizione ecologica in chiave intergenerazionale e al ruolo dell’intelligenza artificiale nelle trasformazioni sociali ed ecologiche. Dalla prima edizione è nato anche il “Manifesto sul Futuro delle società in transizione”, successivamente presentato alle Nazioni Unite.

A Ferrara il percorso proseguirà attraverso i cosiddetti “Living Labs”, laboratori partecipativi e transdisciplinari pensati per trasformare il confronto scientifico e sociale in strategie condivise sui temi della giustizia sociale ed ecologica.

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