di Andrea Di Capua
Vigarano Mainarda. È stato un Consiglio comunale caratterizzato da diversi temi di rilievo politico e amministrativo quello che si è svolto lunedì 31 agosto a Vigarano Mainarda. Prima dell’avvio della discussione sui punti all’ordine del giorno, Lisa Pancaldi, consigliera di ViviAmo Vigarano, ha preso parola per affrontare pubblicamente alcune posizioni contenute nella base ideologica e programmatica di Futuro Nazionale, il partito a cui il sindaco Davide Bergamini ha scelto di aderire.
Pancaldi ha parlato non soltanto in qualità di consigliera, ma anche come “vigaranese, mamma, figlia, sorella e donna”, concentrando il proprio intervento sui temi dell’aborto, della violenza contro le donne, del femminicidio, dell’autonomia femminile e dei diritti delle persone LGBTQ+. Nel suo intervento ha contestato in particolare l’impostazione del programma di Futuro Nazionale, sostenendo che alcune posizioni rappresentino un arretramento sul piano dei diritti.
“Vigarano non accetta una politica fatta sulla paura”, ha affermato Pancaldi, chiedendo al sindaco di prendere le distanze dal partito o, in alternativa, di dimettersi. La consigliera ha fatto riferimento anche ai passaggi del documento programmatico nei quali, secondo quanto riportato nel suo intervento, l’ideologia femminista viene indicata tra i fattori che contribuirebbero a creare il contesto sociale nel quale si verificano episodi di violenza contro le donne. Pancaldi ha quindi contestato quella che considera una lettura del fenomeno del femminicidio potenzialmente colpevolizzante nei confronti delle donne.
Nel suo discorso ha inoltre rivendicato il diritto delle donne a scegliere sul proprio corpo e sulla propria vita, sottolineando la necessità di politiche pubbliche capaci di garantire autonomia economica, parità salariale, servizi e condizioni che consentano alle donne di sottrarsi anche a situazioni di dipendenza.
L’appello finale è stato rivolto a tutti i gruppi presenti in Consiglio, con la richiesta di assumere una posizione comune sui temi dei diritti e della tutela delle donne.
Terminato il confronto politico iniziale, il Consiglio è entrato nel merito degli atti amministrativi. Il primo punto riguardava le “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, nell’ambito di un’iniziativa nazionale collegata a una proposta di legge di iniziativa popolare. L’obiettivo del provvedimento è sostenere le attività commerciali e i servizi di prossimità, contrastando la desertificazione commerciale e rafforzando il tessuto economico e sociale dei territori. Tra le misure previste figurano le Zone Economiche Speciali di Prossimità, incentivi fiscali e finanziari, contributi per l’avvio e il rilancio delle attività e interventi di semplificazione amministrativa.
Il punto è stato approvato all’unanimità, con 12 voti favorevoli, nessun contrario e nessun astenuto.
Il secondo punto, relativo alle comunicazioni sulla deliberazione numero 42/2026/PRSE della Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per l’Emilia-Romagna, non prevedeva invece alcuna votazione.
È proprio sulla vicenda della Corte dei conti che, al termine del Consiglio, il sindaco Bergamini è tornato con un comunicato stampa, replicando alle dichiarazioni della consigliera De Michele sulla documentazione. Secondo quanto riferito, De Michele avrebbe dichiarato di aver preso visione degli atti per la prima volta a luglio, mentre dagli atti del Comune risulterebbe un accesso alla documentazione già nell’aprile 2026.
Bergamini ha inoltre precisato che il documento della Corte dei conti è una deliberazione, e non una sentenza, e che contiene raccomandazioni e non prescrizioni. Ha ribadito che l’atto era pubblicamente disponibile nell’Amministrazione Trasparente e che anche il revisore contabile ne era stato informato. Il sindaco ha quindi definito la polemica sollevata dai consiglieri De Michele e Plebiscito “l’ennesima figuraccia”, accusandoli di aver alimentato sospetti sull’operato della giunta, e ha invitato a verificare documenti e date prima di sollevare contestazioni.
Il Consiglio ha poi affrontato due punti strettamente collegati tra loro, riguardanti la variazione al Documento unico di programmazione 2026-2028, la modifica del Programma triennale dei lavori pubblici e dell’Elenco annuale 2026, oltre alla variazione al Bilancio di previsione 2026-2028. Al centro c’è l’intervento sulla ciclabile Burana, per il quale il Comune prevede un finanziamento di 210 mila euro attraverso un mutuo con l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, con durata decennale e interesse pari a zero.
L’intervento di asfaltatura della ciclabile non era inizialmente previsto in questa fase del programma dei lavori pubblici e la variazione si è resa necessaria per consentire di procedere con il finanziamento dell’opera, che partirà una volta definito il progetto.
Sul provvedimento si è registrata però una spaccatura politica. I due punti sono stati approvati con 9 voti favorevoli, 3 contrari e nessun astenuto. Tra i voti contrari anche quello di Lisa Pancaldi, pur essendo favorevole alla necessità di sistemare la ciclabile Burana.
La consigliera ha spiegato di aver votato contro non perché contraria all’intervento in sé, ma per una questione di priorità amministrative, indicando tra gli esempi la situazione delle scuole, la mancanza di raffrescamento nella scuola dell’infanzia e le condizioni della ludoteca, dove, secondo quanto riferito dalla consigliera, si registrerebbero problemi ai soffitti e ai muri.
Un altro passaggio significativo della seduta ha riguardato l’approvazione del nuovo regolamento di Polizia urbana. Il comandante Ansaloni ha spiegato che il nuovo testo dedica maggiore attenzione alla sicurezza urbana, introducendo anche lo strumento del Daspo urbano. In caso di accertamento di determinate violazioni può essere emesso un ordine di allontanamento dal luogo interessato per 48 ore; in caso di reiterazione, è previsto il coinvolgimento della Questura per eventuali ulteriori provvedimenti.
L’obiettivo, secondo il comandante, è aumentare la capacità del Comune di intervenire nei confronti dei comportamenti che compromettono il decoro urbano.
A sostegno del nuovo regolamento è intervenuto anche Bergamini, secondo cui strumenti di questo tipo sono necessari per consentire ai Comuni di affrontare fenomeni di degrado e di sicurezza che, a suo giudizio, non riguardano più soltanto le grandi città. Il sindaco ha citato anche il fenomeno delle baby gang e il recente episodio di aggressioni avvenuto a Cento, precisando però che a Vigarano non si registrano al momento fenomeni di quella portata. Il nuovo regolamento, ha sostenuto, consentirebbe comunque di intervenire con maggiore efficacia anche sui comportamenti che ledono il decoro urbano.
Il regolamento è stato approvato con 11 voti favorevoli, nessun contrario e un astenuto.
Nel corso delle comunicazioni sono emerse anche alcune questioni relative alla viabilità e agli edifici scolastici. Bergamini ha spiegato che la chiusura del ponte Saracca è stata disposta dal Comune insieme agli altri organi competenti a causa di un contenzioso relativo alla proprietà e alla competenza sul manufatto. In assenza di una definizione di questi aspetti e non essendo disponibili dati sufficienti per stabilire eventuali limiti di carico, il ponte è stato chiuso per ragioni di sicurezza, anche considerando la necessità di interventi di manutenzione.
Situazione diversa, ma ancora in evoluzione, per il ponte di Vigarano Pieve, dove una nuova rottura verificatasi la settimana precedente aveva portato anche al blocco del passaggio pedonale. La causa è stata individuata nella rottura di una condotta di Hera. Dopo i lavori effettuati dalla società, il passaggio pedonale è stato riaperto, mentre resta ancora interdetto il transito complessivo in attesa dei pareri e delle autorizzazioni della Soprintendenza e del consorzio competente.
Sul fronte scolastico, l’assessora Patroncini ha riferito invece in merito ai rinnovi dei certificati di prevenzione incendi della scuola secondaria. L’incarico è stato affidato a uno studio che ha già effettuato le attività necessarie, compreso il sopralluogo al Palavigarano, prima che gli edifici venissero interessati dai danni provocati dai temporali di luglio. Gli eventi meteorologici hanno successivamente imposto di dare priorità agli interventi di emergenza, rallentando le altre attività legate ai certificati.
In chiusura, il Consiglio ha affrontato una mozione presentata dall’assessore Lambertini a nome degli assessori di Fratelli d’Italia, relativa ai criteri per l’assegnazione degli alloggi di Edilizia residenziale pubblica.
La richiesta rivolta alla Regione Emilia-Romagna è quella di mantenere, nelle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi ERP, un criterio di valorizzazione della residenzialità territoriale, nel rispetto dei principi costituzionali e della centralità del bisogno abitativo. L’obiettivo dichiarato è mantenere un equilibrio tra la tutela delle persone residenti sul territorio e la necessità di garantire l’accesso agli alloggi a chi si trova in condizioni di bisogno.
Lambertini ha sottolineato che il criterio della residenzialità inciderebbe per lo 0,25% nella graduatoria, ma che per l’Amministrazione conserva comunque un importante valore sociale. La questione è legata anche alla situazione delle graduatorie comunali, che, in attesa delle decisioni della Regione Emilia-Romagna, risultano attualmente bloccate.
La mozione è stata approvata con 10 voti favorevoli, 2 contrari e nessun astenuto.