di Giulio Fratta
Michele Ragusa (il mago Forest) è un investigatore fallito, ridottosi a trattare casi di infedeltà coniugale e di animaletti scomparsi. La possibilità di lasciare l’infima vita per una ben più gratificante si presenta quando il suo migliore amico, Diego Viani (Diego Abatantuono), proprietario del locale Il Brigante, viene accusato dell’omicidio del Salamandra dal commissario Castrone. La vittima, infatti, rappresenta l’orrendo passato del “ristoratore”, poiché i due erano parte di una famigerata banda letale negli anni ‘80, scioltasi dopo l’ultimo colpo andato in buca: cinque miliardi di lire in lingotti d’oro, scomparsi senza lasciare traccia. Diego ha abbandonato il crimine da anni, grida al mondo di essere innocente, quindi Michele non può far altro che aiutarlo e andare alla ricerca degli indizi necessari per scagionarlo. Durante la missione non sarà solo, l’apprendista Alex (Max Angioni) lo seguirà dappertutto.
Le luci della sala 1 all’Apollo Cinepark si sono spente più tardi, la sera del 2 settembre, per illuminare le vere stelle sul palco. È stato presentato, in anteprima nazionale, Il Malloppo, la nuova pellicola di Volfango de Biasi con Diego Abatantuono, il mago Forest e Max Angioni. I quattro, insieme ad un altro membro del cast, Irene Girotti, hanno raccontato il processo di creazione del film: “Volevamo unire la comicità al mistero, il realismo al fumetto. Noi pensavamo, all’inizio, di realizzare una serie, non un film, ma nessuno conosce il futuro e non sarebbe spiacevole avventurarsi ancora in questo genere”.
Così il regista ha steso un velo di suspense sul pubblico: “Io mi sono divertito nel lavorare a questo film, sarei contento di riprendere tra le mani il personaggio di Diego Viani”, ha aggiunto Abatantuono. La risata si rivela la soluzione ai problemi della vita, in questo caso a un omicidio, e il Sergente Nicola Lorusso di Mediterraneo lo sa bene: “Nella vita si può ridere eccome, sia nelle situazioni comiche che nelle drammatiche, io sono laureato in tutto ciò. In Italia è stato inventato questo tipo di commedia, coi film di Monicelli, Scola, Risi…poi è stata mischiata al film farsesco. Con Il Malloppo siamo ritornati all’origine, abbiamo provato a riportare la vecchia comicità”.
Ferrara ha dimostrato di essere il cuore del film, l’ambientazione è diventata essa stessa un personaggio: “Abbiamo scelto Ferrara per via del suo passato col cinema, i grandi registi nati qui come Florestano Vancini o Michelangelo Antonioni devono essere citati. Ci siamo innamorati delle persone genuine, del centro storico, delle strade. Meraviglia dopo meraviglia”.
Un cast variegato, tra leggende e novità: Max Angioni, al suo secondo film, si ritrova faccia a faccia con Abatantuono, 87 lungometraggi in cinquant’anni di carriera: “Per me è un onore condividere il palco con un pezzo di storia italiana. Avevo già lavorato con lui e Volfango l’anno scorso, quando abbiamo girato Esprimi un desiderio, ma il tempo non è mai abbastanza quindi devo ancora imparare molto da loro”.
Prima della proiezione, non è mancato il saluto al pubblico da parte del responsabile dell’Emilia Romagna Film Commission Fabio Abagnato, l’assessore del Comune di Ferrara Matteo Fornasini, i sindaci di Tresignana Mirko Perelli e di Galliera Stefano Zanni e l’assessore alla cultura Emilia Romagna Gessica Allegni: “Vedere la sala gremita di gente è un’emozione indescrivibile, questo dimostra l’importanza del cinema e la necessità di lasciarlo vivere. Quando è venuta la troupe per girare alcune scene, i cittadini hanno portato tè, tenerine, hanno chiesto foto e autografi. Un film non è solo una luce proiettata su uno schermo, è una vita intera”.