Attualità
31 Agosto 2026
Il video ripreso da Riccardo Gennari di Wolf Group Italia racconta uno dei rischi per i giovani esemplari che crescono nel nostro territorio: "Qui c'era il rendez-vous del branco"

Un lupetto scappa dalla mietitrebbia, il video dalle campagne del ferrarese

(Foto di Riccardo Gennari - Wolf Group Italia)
di Elena Coatti | 3 min

Leggi anche

Corre tra le piante di mais mentre alle sue spalle avanza la mietitrebbia. Si sposta solo all’ultimo momento, quando il mezzo agricolo arriva ormai a pochi metri. È un cucciolo di lupo di circa quattro o cinque mesi e la scena è stata ripresa nelle campagne ferraresi da Riccardo Gennari, fondatore e portavoce di Wolf Group Italia, associazione impegnata da anni nel monitoraggio del lupo sul territorio.

Il breve filmato racconta in pochi secondi uno degli aspetti meno conosciuti del ritorno del lupo nella Pianura Padana: l’adattamento di una specie selvatica a un territorio dove gli spazi naturali si intrecciano continuamente con coltivazioni, strade e centri abitati.

Secondo Gennari, il piccolo ripreso fa parte di un gruppo di tre cuccioli di circa quattro-cinque mesi. In appena due giorni la raccolta del mais avrebbe cancellato il loro rendez-vous, l’area scelta dal branco per accudire i giovani dopo la prima fase trascorsa nella tana.

I siti di rendez-vous sono infatti luoghi protetti nei quali i piccoli trascorrono una parte dell’estate mentre gli adulti si spostano per procurarsi il cibo. Ispra spiega che si tratta di aree utilizzate dai cuccioli nati in primavera nel periodo in cui iniziano progressivamente a muoversi fuori dalla tana e a fare le prime esperienze che li porteranno verso l’età adulta.

In pianura, però, trovare un angolo sufficientemente coperto e tranquillo significa spesso fare i conti con un ambiente profondamente trasformato dall’uomo. Ed è qui che entrano in gioco le colture. Secondo le osservazioni di Wolf Group Italia, i campi di mais possono diventare rifugi temporanei particolarmente appetibili: vegetazione alta, copertura e relativa tranquillità. Almeno fino al momento della raccolta.

“È ovvio che poi il mais venga tagliato”, osserva Gennari, sottolineando come la situazione sia meno problematica quando la raccolta avviene a maturazione, verso la fine dell’estate. Più delicato, secondo il naturalista, è invece il caso del mais raccolto ancora verde e destinato agli impianti a biogas: in quel momento dell’anno i cuccioli, nati generalmente in primavera, possono essere ancora molto giovani.

Nel caso documentato nel Ferrarese, il branco aveva scelto un’area tutt’altro che remota: un ambiente agricolo intensivo stretto tra una strada statale, un centro abitato e una strada comunale. Una fotografia quasi perfetta della nuova convivenza tra il lupo e la pianura antropizzata.

Nel filmato, racconta Gennari, il cucciolo appare restio ad abbandonare il punto in cui si trovava e si allontana dal mezzo agricolo soltanto all’ultimo istante. Non necessariamente un animale ‘perso’ o abbandonato, dunque, ma un giovane lupo costretto a fare rapidamente i conti con il cambiamento improvviso dell’ambiente utilizzato dal branco.

Da qui la proposta, per ora più simile a un auspicio che a una misura concretamente prevista: “Un sogno sarebbe arrivare a bloccare lo sfalcio delle colture quando si conosce la presenza dei cuccioli di lupo all’interno”.

Gennari sa bene che una soluzione del genere aprirebbe immediatamente il problema dei costi per le aziende agricole. Per questo ipotizza un sistema che consenta agli agricoltori di essere indennizzati per l’eventuale posticipo della raccolta. Un terreno delicato, sul quale si incrociano tutela della fauna, attività produttive e un dibattito sul lupo che anche nel Ferrarese continua a essere acceso.

La presenza del predatore, del resto, viene ormai seguita anche istituzionalmente. Nell’ottobre 2025 il Comune di Ferrara ha firmato con l’Università di Ferrara e il Wwf Ferrara una convenzione per un presidio scientifico dedicato al monitoraggio del Canis lupus italicus, con il supporto tecnico proprio di Wolf Group Italia. Il progetto punta a raccogliere dati sulla presenza e sulle dinamiche della specie, fare informazione e individuare strategie di convivenza con le attività umane.

Wolf Group opera nel Ferrarese dal 2020 attraverso attività di monitoraggio sul campo. Gennari, guida naturalistica da oltre quarant’anni, negli ultimi anni è intervenuto più volte nel dibattito locale chiedendo di affrontare il ritorno del lupo attraverso dati e conoscenza scientifica, evitando sia gli allarmismi sia una rappresentazione idealizzata dell’animale.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com