Attualità
27 Agosto 2026
L’iniziativa dopo la tragica morte della bambina di 2 anni. L’obiettivo è creare una catena della memoria in tutta Italia

Ferrara ricorda la piccola Beatrice: piantato un ulivo al nido di Contrapò

di Redazione | 2 min

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Anche Ferrara si mobilita per la piccola Beatrice, la bambina di 2 anni morta nella tragica vicenda di Bordighera che l’ha vista vittima di gravi maltrattamenti e i cui funerali si sono svolti lo scorso 14 agosto.

Giovedì pomeriggio, nella sede del polo d’infanzia ferrarese Beata Beatrice II d’Este di Contrapò, si è tenuta un’iniziativa di commemorazione e sensibilizzazione dedicata alla piccola, con la partecipazione dell’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Ferrara Chiara Scaramagli.

Al centro della cerimonia la piantumazione di un ulivo, scelto come simbolo di memoria e di impegno affinché la vicenda di Beatrice non venga dimenticata e continui a richiamare l’attenzione sul tema della violenza e dei maltrattamenti nei confronti dei minori.

L’iniziativa è stata promossa e realizzata dalla Cooperativa Le Dita, su proposta di una mamma la cui figlia frequenta il polo d’infanzia, che ha incontrato il favore e il sostegno dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Ferrara. L’intento è che il gesto compiuto a Ferrara possa essere replicato in altri Comuni italiani, dando vita a una vera e propria catena di iniziative nel segno della memoria e della sensibilizzazione.

«Come istituzioni abbiamo il dovere di non lasciare che una vicenda così dolorosa venga dimenticata – afferma l’assessore Chiara Scaramagli -. La violenza sui minori ci chiama tutti alla responsabilità e combattere l’indifferenza significa anche tenere alta l’attenzione, ascoltare e non voltarsi dall’altra parte. Sono orgogliosa che questo messaggio parta anche da Ferrara e auspico che l’ulivo piantato oggi possa diventare il primo di tanti, in altre città italiane».

L’iniziativa ferrarese vuole quindi trasformare il ricordo in un messaggio concreto: tenere viva la memoria di Beatrice e, attraverso di essa, accendere l’attenzione di tutta la comunità sulla necessità di riconoscere i segnali della violenza e contrastare l’indifferenza che può permetterle di proseguire.

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