Attualità
23 Agosto 2026
Martedì 25 agosto alle 19 in piazza Cattedrale l'iniziativa dedicata alla condizione di donne e bambine e ai piani europei per il rimpatrio dei cittadini afghani

Afghanistan, diritti negati e rimpatri: il presidio della Rete Pace Ferrara

di Redazione | 2 min

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I diritti negati a donne e bambine in Afghanistan e il rischio di rimpatrio forzato verso un Paese dal quale molte persone sono fuggite saranno al centro del prossimo presidio della Rete Pace Ferrara, in programma martedì 25 agosto alle 19 in piazza Cattedrale.

L’iniziativa, ultimo appuntamento di agosto della Rete, intende riportare l’attenzione sulla situazione afghana a cinque anni dal ritorno al potere dei Talebani. Nel corso del presidio sono previste letture di articoli, reportage e appelli, oltre all’intervento di Alessandra Annoni, docente di Diritto internazionale all’Università di Ferrara, e alla testimonianza di Francesca Borciani, ferrarese rientrata in città dopo avere lavorato a Kabul per Emergency da settembre 2025.

Secondo la Rete Pace Ferrara, in questi anni donne e bambine sono state progressivamente private dei diritti fondamentali: dall’istruzione al lavoro, dalla libertà di parola alla libertà di movimento. Tra le misure più recenti viene ricordato anche il divieto, introdotto nell’agosto 2025 dal Governo talebano, relativo ai libri scritti da donne.

Alla crisi dei diritti si aggiunge quella umanitaria ed economica. La Rete cita la stima secondo cui 22 milioni di persone, circa il 45% della popolazione afghana, necessitano di aiuti umanitari, con donne e bambini che rappresentano circa la metà di questa popolazione.

Particolare attenzione sarà dedicata anche ai rapporti tra l’Unione Europea e le autorità talebane sul tema dei rimpatri. Il 23 giugno 2026, una delegazione di rappresentanti talebani ha incontrato a Bruxelles funzionari della Commissione europea e rappresentanti di 15 Stati membri. Secondo quanto riferito dalla Rete, i colloqui, avvenuti a porte chiuse e al di fuori delle sedi ufficiali dell’Ue, hanno riguardato soprattutto il rimpatrio di cittadini afghani.

Una prospettiva che ha suscitato preoccupazione anche a livello internazionale. L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk ha infatti espresso timori per il rischio che cittadini afghani possano essere rimandati in un Paese nel quale potrebbero essere esposti a persecuzioni o torture.

Con il presidio di martedì, la Rete Pace Ferrara intende quindi rilanciare anche l’appello di Amnesty International rivolto all’Unione Europea affinché vengano fermati i piani di espulsione verso l’Afghanistan.

Durante l’iniziativa sarà inoltre possibile ricevere informazioni sulla proposta di legge di iniziativa popolare “Un’altra difesa è possibile”, per la quale è in corso la raccolta delle firme. La sottoscrizione può essere effettuata anche online attraverso Spid o Cie.

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