Portomaggiore
18 Agosto 2026
Annalisa Schirinzi e Maurizio Ganzaroli protagonisti della performance curata da Silvia Landi nell’ambito della kermesse "NOI/arte al castello"

“Abissi e Ninfe”, arte e performance nel giardino del Verginese

di Redazione | 2 min

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Gambulaga. La delizia Estense del Verginese di Gambulaga si trasforma in un palcoscenico per l’arte contemporanea con “Abissi e Ninfe”, la performance di Annalisa Schirinzi e Maurizio Ganzaroli inserita nel progetto “NOI/arte al castello”, curato da Silvia Landi.

Nel giardino della delizia, le opere dei due artisti vengono sostenute e composte attraverso la presenza di performer, trasformando il corpo umano in parte integrante dell’installazione. Il pubblico non si trova quindi di fronte a una mostra tradizionale, ma a un percorso in cui le opere prendono vita attraverso il movimento, la presenza e persino la fatica delle persone che le sorreggono.

La performance propone dodici opere, sei realizzate da Schirinzi e raccolte sotto il titolo “Abissi” – “Rose blu”, “I miei abissi”, “Movimenti sommersi”, “Fluttuando” e due opere “Controcorrente” – e sei di Ganzaroli, riunite nel ciclo “Ninfe”: “Lingua”, “Pioggia acida”, “Tanzen”, “La principessa Mononoke”, “Giocando sotto la pioggia” e “Lou Lou”.

La cornice della delizia Estense del Verginese, con il suo castelletto cinquecentesco, diventa parte integrante della proposta artistica. L’iniziativa punta infatti a mettere in relazione la contemporaneità con la storia del luogo e con la memoria della corte estense, evocando in particolare il periodo di Alfonso I d’Este e Laura Dianti.

“Fissare una condivisione artistica e la memoria della vivacità culturale della Ferrara dei tempi del duca Alfonso I d’Este e della sua amata con la performance di sei opere dal titolo “Abissi” realizzate da Annalisa Schirinzi e sei opere dal titolo “Ninfe” realizzate da Maurizio Ganzaroli è cultura che vive in luogo storico in un legame attivo tra una comunità e il suo passato”, spiega la curatrice Silvia Landi.

L’appuntamento rappresenta così anche un’occasione per riflettere sul rapporto tra arte, territorio e memoria, attraverso una formula che mette in dialogo gli artisti con il pubblico e con lo spazio storico che ospita l’esposizione.

Con “NOI/arte al castello”, la delizia del Verginese torna dunque a essere luogo di incontro tra storia e contemporaneità, affidando all’arte il compito di reinterpretare gli spazi e creare un rapporto diretto con la comunità.

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