Comacchio. A Comacchio prende forma una protesta civica che punta l’attenzione sul rapporto tra quanto pagato dagli utenti e qualità del servizio di raccolta rifiuti. L’iniziativa, denominata “Operazione 20%”, richiama una specifica disposizione del Regolamento comunale per la disciplina della tariffa rifiuti corrispettiva: l’articolo 15, dedicato alle riduzioni in caso di mancato o inadeguato svolgimento del servizio.
La norma è contenuta nel regolamento approvato dal Consiglio comunale e stabilisce che “la Tariffa è dovuta nella misura del 20% dell’importo totale” nei periodo di mancato svolgimento del servizio o quando questo venga effettuato “in grave violazione della disciplina di riferimento”. La disposizione contempla inoltre le interruzioni dovute a motivi sindacali o a imprevedibili impedimenti organizzativi, qualora abbiano provocato una situazione riconosciuta dall’autorità sanitaria come danno o pericolo di danno alle persone o all’ambiente.
È proprio su questa previsione che i promotori dell’iniziativa chiedono un confronto con Clara, Comune di Comacchio e Atersir. La domanda è se e in quali circostanze l’articolo 15 possa essere applicato agli utenti e quale sia la procedura per ottenerne il riconoscimento.
La deliberazione consiliare numero 28 del 3 giugno 2025, alla quale il comunicato fa riferimento, riguarda l’approvazione delle modifiche al regolamento della tariffa rifiuti corrispettiva. Il documento riporta 10 consiglieri presenti, 9 voti favorevoli e un astenuto. Le modifiche decorrono dal primo gennaio 2025.
Nel comunicato viene quindi sollevata una questione rispetto al recente confronto istituzionale con Clara: perché, si chiedono i promotori, l’articolo 15 non sarebbe stato messo al centro della discussione? Da qui una serie di domande rivolte al gestore e agli enti competenti: quali situazioni costituiscano una “grave violazione della disciplina di riferimento”, chi sia chiamato ad accertarla, quali prove debba produrre l’utente e quale procedura debba seguire per chiedere la riduzione.
L’iniziativa punta sulla raccolta di documentazione relativa agli eventuali disservizi: mancate raccolte, cassonetti non svuotati, rifiuti lasciati a lungo, episodi ripetuti e segnalazioni rimaste senza un adeguato intervento. Ai cittadini viene chiesto di conservare, quando possibile, fotografie, date, luoghi, segnalazioni effettuate, numeri di protocollo ed eventuali risposte ricevute.
L’obiettivo dichiarato è arrivare a una verifica concreta: “ricorrono o non ricorrono i presupposti dell’articolo 15?”. I promotori precisano però che l’iniziativa non vuole essere un invito alla morosità o alla sospensione indiscriminata dei pagamenti, ma una richiesta di applicazione delle regole già contenute nel regolamento.
La rivendicazione viene sintetizzata nella formula “basta pagare il 100% senza pretendere il 100% del servizio”. Qualora vengano accertate le condizioni previste dalla norma, viene quindi chiesta “l’applicazione della tariffa nella misura del 20%”.
Tra le richieste rivolte a Clara, Comune e Atersir c’è anche quella di sapere quante volte l’articolo 15 sia stato applicato a Comacchio negli ultimi anni e quali eventuali somme siano state ridotte, rimborsate o conguagliate.
Il messaggio conclusivo dell’iniziativa è che “le regole non possono valere in una sola direzione”. I promotori sottolineano infatti che, così come gli utenti sono tenuti a rispettare scadenze, modalità di conferimento e obblighi di pagamento, anche il gestore deve garantire il rispetto degli obblighi relativi al servizio.
L’obiettivo di “Operazione 20%” viene infine riassunto in quattro azioni: “documentare, segnalare, contestare, pretendere risposte e chiedere l’applicazione delle norme quando ne ricorrano i presupposti”. La conclusione è netta: “Comacchio chiede l’applicazione delle regole”.
Grazie per aver letto questo articolo...
Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.
OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:
Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com