Partire per una vacanza in Cina e ritrovarsi, nel giro di pochi giorni, alle prese con gli effetti di un tifone. È quanto capitato a Sara e Massimo, due ferraresi in viaggio a Shanghai, sorpresi dalla pioggia e dalle forti raffiche portate da Dolphin proprio mentre si preparavano a lasciare la metropoli cinese.
“Noi sopravvissuti, per ora, al tifone Doplhin ci spostiamo da Shanghai. Speriamo vada tutto bene”, hanno raccontato con una buone dose di ironia prima della partenza. Una preoccupazione iniziale ridimensionata una volta vissuto il passaggio della perturbazione: “Alla fine era soprattutto pioggia battente e vento. Ma loro sono attrezzatissimi, quindi non si muove niente”.
Shanghai non è stata investita direttamente dall’occhio di Dolphin, che ha raggiunto la costa cinese più a sud, nella provincia dello Zhejiang, ma ha comunque risentito della circolazione esterna del tifone, con precipitazioni intense e forti raffiche di vento.
Dolphin, tredicesimo tifone della stagione nel Pacifico nord-occidentale secondo la numerazione cinese, aveva raggiunto nei giorni precedenti una notevole intensità, con venti massimi arrivati intorno ai 50 metri al secondo, pari a circa 180 chilometri orari.
Per Shanghai le autorità meteorologiche avevano previsto la fase principale dell’impatto tra l’8 e l’11 agosto, con forti raffiche e precipitazioni abbondanti. Il 9 agosto sono stati emessi allarmi rossi per pioggia in diverse zone della metropoli e in alcuni quartieri si sono verificati allagamenti stradali.
Dal punto di osservazione di Sara e Massimo, però, l’immagine più sorprendente è stata proprio la capacità della città di continuare a funzionare nonostante il forte maltempo.
“Dolphin ha toccato Shanghai solo lateralmente, quindi dove eravamo noi non è successo niente di grave”, raccontano. E mentre i due ferraresi cercavano di ripararsi da acqua e raffiche, intorno a loro la quotidianità proseguiva quasi normalmente: “Loro facevano la loro vita, girando in scooter con l’ombrello e la mantellina, mentre noi per poco volavamo via col vento”.
Dietro quella apparente normalità c’era però una macchina della prevenzione imponente. In vista dell’arrivo del tifone, a Shanghai oltre 210mila persone erano state trasferite o messe preventivamente al riparo. Le autorità avevano inoltre predisposto misure di sicurezza e monitoraggio per limitare i rischi legati alle precipitazioni, al vento e agli allagamenti.
Il viaggio di Dolphin è stato particolarmente lungo. Il ciclone si era formato a fine luglio nel Pacifico nord-occidentale, a migliaia di chilometri dalle coste asiatiche, prima di dirigersi progressivamente verso la Cina orientale.
Dopo aver raggiunto lo Zhejiang e attraversato parte del Paese, il sistema ha gradualmente perso intensità, continuando però a trascinare con sé grandi quantità di umidità. I suoi effetti residui hanno contribuito anche alle forti precipitazioni che hanno interessato altre aree della Cina, compresa Pechino, con ripercussioni sulla mobilità e la chiusura di diversi siti turistici.
Per Sara e Massimo resta così soprattutto il ricordo di un incontro decisamente imprevisto durante la vacanza: un tifone visto da vicino, fortunatamente senza conseguenze serie nella zona in cui si trovavano, e una Shanghai che sotto pioggia e vento continuava comunque a muoversi. Con scooter, ombrelli e mantelline, mentre per Sara e Massimo il problema principale era riuscire a non farsi portare via dalle raffiche.
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