Politica
9 Agosto 2026
Il consigliere risponde all'onorevole: "La destra ormai fa riferimento ai sistemi penali dei Paesi che applicano la Sharia, ma ignora la ricerca scientifica e i dati sulla giustizia minorile. Così si fa propaganda, non sicurezza"

Fiorentini a Malaguti: “La sicurezza non si brandisce, si governa”

di Redazione | 3 min

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di Leonardo Fiorentini*

Da tempo ho smesso di considerare che il riferimento giuridico e culturale della destra italiana sia la Costituzione. Grazie alla risposta dell’On. Malaguti alle mie critiche sulla proposta di riforma dell’imputabilità dei minori del Governo Meloni, addirittura si scopre che il riferimento non è nemmeno il Codice Rocco del fascismo. Invece i riferimenti sembrano essere i sistemi penali dei paesi arabi, forse quelli che applicano la Sharia. Alla faccia della difesa dei valori occidentali.

Non prendiamoci in giro: non è l’aumento delle pene a prevenire i reati. Non lo è mai stato, e mai lo sarà. Semmai è la certezza dell’accertamento del reato e della sua persecuzione. E, soprattutto per i minori, la capacità dello Stato di intervenire prima che il disagio si trasformi in devianza. Ce lo dicono anni di ricerca criminologica. E sono proprio gli adolescenti, per le caratteristiche del loro sviluppo cognitivo ed emotivo, i meno sensibili alla deterrenza della pena e i più sensibili, invece, alla qualità delle relazioni educative e delle opportunità offerte.

Anch’io ho frequenti confronti con le forze dell’ordine, così come con magistrati, educatori, assistenti sociali, psicologi, insegnanti e studiosi. Sarebbe questo il compito della politica: tenere insieme tutti gli elementi di un problema complesso e individuare le soluzioni più efficaci. Chi invece fa riferimento soltanto alla dimensione repressiva finisce inevitabilmente per proporre solo più carcere e più pene. È una ricetta utile per fare campagna elettorale permanente, molto meno per ridurre davvero la criminalità.

I dati certificano che l’Italia è uno dei paesi più sicuri al mondo. I reati, anche quelli commessi da minori, sono in diminuzione da decenni. Malaguti scrive dei furti: ebbene, le segnalazioni di minori responsabili di quel reato sono calate da 9.245 del 2015 a 6.184 del 2025. Per intenderci meglio, il 33% in meno. Negli ultimi due anni vi è stato un aumento di alcune tipologie di reato che destano allarme. Si tratta di un fenomeno che non va sottovalutato, ma va capito e contrastato. L’aumento è più sensibile nelle denunce che nelle effettive prese in carico, il che rende ancora più evidente il fallimento delle politiche persecutorie del Governo Meloni.

I reati vanno prevenuti e perseguiti, anche quando commessi da minori. I cittadini vanno tutelati e i rei devono scontare una pena costituzionalmente orientata al recupero nella società. Perché solo così si riduce la recidiva, anche nei minori. L’alternativa è di entrare in un circuito penitenziario disumano e degradante, di fatto un’università del crimine. Gli Istituti penali per minorenni in meno di tre anni sono passati da poco più di 380 presenze a oltre 570 e sono in grave sofferenza. Se qualcuno pensa che ieri come oggi sia mai esistita l’impunità per i minori, dimostra di non conoscere la giustizia minorile italiana.

Stigmatizzare un’intera generazione di ragazzi italiani di seconda generazione o comunque cresciuti nel nostro Paese, attribuendo loro una presunta propensione alla devianza sulla base delle origini etniche, è solo propaganda.

Una politica seria non misura la propria forza dal numero di ragazzi che riesce a mandare in carcere, ma da quanti riesce a includere nella società. È questa la differenza tra governare la sicurezza e limitarsi a brandirla per qualche voto in più.

*Consigliere comunale Civica Anselmo

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