Vigarano
8 Agosto 2026
I due consiglieri chiedono chiarimenti sulla mancata trasmissione all'assemblea della deliberazione 42/2026 relativa a rendiconto 2024 e bilancio 2025-2027: "La trasparenza è una garanzia per l'intera comunità"

Corte dei conti, De Michele e Plebiscito: “Negare un documento al Consiglio significa negare informazioni ai cittadini”

di Redazione | 3 min

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Vigarano Mainarda. “Nascondere un documento al Consiglio comunale significa negare ai cittadini il diritto di essere informati”. È questo il punto da cui parte l’intervento dei consiglieri comunali Agnese De Michele ed Emanuele Plebiscito, che tornano a chiedere chiarezza sulla mancata trasmissione al Consiglio comunale della deliberazione n. 42/2026 della Corte dei conti, relativa al rendiconto della gestione 2024 e al bilancio di previsione 2025-2027.

Secondo quanto ricostruito dai due consiglieri, la pronuncia della magistratura contabile conteneva rilievi e prescrizioni rivolti al Comune e disponeva espressamente che il documento fosse trasmesso al Consiglio comunale. Un adempimento che, ricordano De Michele e Plebiscito, lo stesso Comune avrebbe definito, nella risposta alle richieste di chiarimento, “senza dubbio un adempimento di carattere obbligatorio”.

Nonostante questo, dopo la ricezione della deliberazione, il Consiglio comunale sarebbe stato convocato in quattro occasioni per discutere e approvare variazioni di bilancio ed equilibri di bilancio senza che il documento della Corte dei conti fosse portato all’attenzione dell’assemblea.

“Il Consiglio comunale non è un insieme di persone sedute attorno a un tavolo: è l’organo che rappresenta i cittadini”, afferma De Michele. “Se ai consiglieri vengono sottratte informazioni che dovrebbero conoscere, non si priva soltanto il Consiglio dei propri strumenti di controllo, ma si impedisce ai cittadini di essere pienamente informati su come viene amministrato il loro Comune”.

La vicenda, sostengono i due consiglieri, sarebbe emersa grazie all’attività di approfondimento svolta dall’opposizione. Dopo aver ottenuto le prime risposte dagli uffici comunali, De Michele e Plebiscito hanno presentato una nuova richiesta di chiarimenti, con l’obiettivo di accertare le responsabilità della mancata trasmissione del documento e comprendere per quale ragione si sia proceduto comunque alle votazioni sulle questioni di bilancio.

“Non è una questione riservata agli addetti ai lavori”, dichiarano i consiglieri. “Ogni cittadino ha il diritto di sapere se il proprio Consiglio comunale è stato messo nelle condizioni di deliberare con tutte le informazioni necessarie. La trasparenza non è una prerogativa dell’opposizione: è una garanzia per l’intera comunità”.

De Michele e Plebiscito precisano che la loro iniziativa non riguarda il merito delle scelte politiche compiute dalla maggioranza, ma il corretto funzionamento dell’assemblea consiliare. “Chiediamo una cosa molto più semplice: che il Consiglio comunale possa esercitare il proprio ruolo con tutti gli elementi necessari e che i cittadini possano avere fiducia nel fatto che le decisioni vengono assunte nella massima trasparenza”.

Per i due consiglieri, dunque, la questione non si esaurisce nel singolo episodio né può essere considerata una semplice irregolarità procedurale. “Le regole che disciplinano il funzionamento delle istituzioni esistono per garantire i cittadini, non i consiglieri”, sottolineano. “Quando un documento che la Corte dei conti dispone di trasmettere al Consiglio non viene condiviso, il problema non riguarda solo una procedura amministrativa: riguarda il diritto della comunità a essere correttamente informata sull’operato del proprio Comune”.

Ora i due consiglieri attendono le ulteriori risposte richieste agli uffici competenti e le eventuali iniziative che l’Amministrazione intenderà assumere per chiarire definitivamente la vicenda. L’obiettivo dichiarato è quello di fare luce sulle ragioni della mancata trasmissione della deliberazione e verificare come sia stato possibile procedere alle successive votazioni senza che il Consiglio fosse stato messo a conoscenza del documento della Corte dei conti.

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