Malore mentre è a lavoro, 56enne muore alla stazione ecologica di via Ferraresi
Muore all'età di 56 anni, nella mattinata del 5 agosto, mentre si trovava al lavoro alla stazione ecologica di via Aldo Ferraresi, a Ferrara
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Un automobilista sorpreso al volante con un tasso alcolemico pari a tre volte il limite consentito e quattro giovani segnalati per possesso di sostanze stupefacenti a uso personale. È il bilancio dei controlli straordinari svolti dai Carabinieri della Compagnia di Comacchio
Riva del Po. Il sindaco di Riva del Po, Daniela Simoni, interviene per replicare alle critiche mosse dalla minoranza sulla gestione delle tariffe dei rifiuti, respingendo le accuse e rivendicando la linea seguita dall’Amministrazione comunale. Al centro della replica c’è la ricostruzione dell’iter relativo al Piano economico finanziario (Pef) di Clara e alle decisioni assunte dal Consiglio comunale.
“Chi semina confusione sulle tariffe non fa l’interesse della comunità: noi rispondiamo con i fatti”, esordisce il primo cittadino, sottolineando che “quando si raccontano i fatti, bisognerebbe raccontarli tutti e, soprattutto, raccontarli correttamente”. Simoni richiama quindi il ruolo delle istituzioni, affermando che “la politica dovrebbe vivere di verità e responsabilità, non di ricostruzioni strumentali o informazioni parziali”.
Il sindaco difende inoltre la piena legittimità dell’assemblea cittadina: “Il Consiglio Comunale di Riva del Po è democraticamente eletto, pienamente legittimo e perfettamente operativo: chi prova a metterlo in discussione dimostra di non rispettare il voto espresso dalla popolazione”.
Entrando nel merito della vicenda, Simoni precisa che nell’assemblea dei soci di Clara il Comune ha scelto l’astensione sul Pef “proprio per esprimere la propria ferma perplessità rispetto a un piano che avrebbe comportato ulteriori aumenti”. Una posizione che, secondo il sindaco, sarebbe stata mantenuta anche in Consiglio comunale, dove “non è stato votato alcun aumento delle tariffe: è stata votata esclusivamente la presa d’atto del Pef, un atto dovuto per legge, mentre è stata ribadita con estrema chiarezza la nostra contrarietà a qualsiasi rincaro”.
L’obiettivo dell’amministrazione, prosegue Simoni, è evitare che l’incremento dei costi ricada sui cittadini. “La nostra posizione è limpida: non vogliamo che siano ancora le persone a pagare il prezzo delle difficoltà”, afferma, spiegando che il Comune sta lavorando per “assorbire e coprire, con risorse del proprio bilancio comunale, l’aumento previsto per il 2026, senza toccare l’Imu, senza aumentare l’Irpef e mantenendo inalterati gli stessi servizi”.
Il sindaco critica poi la proposta avanzata dalla minoranza di ridurre stabilmente di 60 euro la tariffa per ogni famiglia, definendola “uno slogan demagogico” perché, sostiene, “il bilancio di un piccolo Comune non potrebbe mai reggerlo all’infinito”. L’impegno dell’amministrazione, aggiunge, è invece quello di sostenere il costo per il 2026 e, nel frattempo, lavorare per individuare una soluzione strutturale, illustrandone gli sviluppi alla cittadinanza attraverso incontri pubblici.
Simoni respinge anche l’ipotesi che il Comune possa intervenire direttamente sulla composizione della tariffa. “È inoltre falso sostenere che dalla tariffa di CLARA si possano scorporare a piacimento servizi quali lo spazzamento e il recupero degli abbandoni”, osserva, ricordando che l’unico margine d’azione per un’amministrazione consiste nello stanziare risorse proprie per calmierare gli aumenti.
Nella parte finale della replica il sindaco allarga lo sguardo al sistema di gestione dei rifiuti nel Basso Ferrarese, attribuendo gli attuali costi “a scelte sbagliate compiute fin dai primi anni 2000”. Secondo Simoni, Clara “è l’azienda con i maggiori costi di gestione della nostra regione”, una situazione dovuta, tra le altre ragioni, all’assenza di impianti propri di smaltimento, a sistemi di raccolta ritenuti onerosi e a un organico definito sovradimensionato.
Da qui l’appello ai Comuni soci affinché venga avviato un cambiamento. “Chi guida i Comuni soci prenda in mano il destino di questa società: o per renderla finalmente competitiva al pari delle altre realtà o per verificare soluzioni diverse, anche radicali. Si cambi strada, si decida insieme e presto quale debba essere la soluzione definitiva”, conclude il sindaco, avvertendo che, senza una svolta, i bilanci dei piccoli Comuni difficilmente potranno sostenere ancora a lungo l’attuale sistema.
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