Politica
6 Agosto 2026
L'esponente di Fratelli d'Italia Ferrara chiede di mantenere alta l'attenzione contro odio e discriminazioni: "La critica politica non può trasformarsi in persecuzione delle persone ebree"

Antisemitismo, Peruffo: “L’aggressione di Sofia è un campanello d’allarme”

di Redazione | 2 min

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di Paola Peruffo*

Quanto accaduto a Sofia, dove un gruppo di giovani ebrei italiani è stato aggredito e minacciato da alcuni estremisti neonazisti, rappresenta un episodio gravissimo che non può essere liquidato come una semplice provocazione.

L’antisemitismo sta crescendo e sta assumendo forme sempre più esplicite e preoccupanti. Non si limita più alla contestazione, anche dura, delle politiche dello Stato di Israele, ma finisce per mettere direttamente nel mirino le persone ebree, trasformando un dissenso politico in odio religioso, discriminazione e violenza.

Negli ultimi mesi questo odio si è manifestato in molti modi: dalle scritte comparse sui muri fino alle contestazioni e all’allontanamento della Brigata Ebraica dalle celebrazioni del 25 aprile. Segnali diversi tra loro, ma accomunati da un clima di intolleranza che rischia di diffondersi e di essere progressivamente accettato. Quando dei ragazzi vengono insultati, minacciati e aggrediti soltanto perché ebrei, significa che è stata superata una soglia che dovrebbe allarmare tutte le istituzioni. La libertà di critica non può mai diventare un alibi per alimentare pregiudizi, generalizzazioni o forme di persecuzione nei confronti di un popolo e di una comunità religiosa.

Si tratta di fenomeni che, anche se avvenuti in uno stato estero, non devono essere sottovalutati, inserendosi in un clima più generale di crescente aggressività. Lo dimostrano, pur nelle profonde differenze tra i singoli episodi, anche le violenze registrate durante alcune manifestazioni legate al movimento No Tav – anche in questo caso coinvolgendo persone di differenti nazionalità – o le aggressioni e gli attacchi rivolti contro le forze dell’ordine.

La protesta e il dissenso sono diritti fondamentali in una democrazia, ma non possono mai tradursi in intimidazione, odio o violenza. È necessario tornare a distinguere con chiarezza tra libertà di espressione e incitamento all’ostilità, tra manifestazione del pensiero e aggressione fisica o verbale. Ritengo necessario mantenere alta l’attenzione anche sul nostro territorio, promuovendo nelle scuole, nelle istituzioni e nei luoghi della partecipazione civile una cultura fondata sul rispetto, sulla memoria e sul rifiuto di ogni discriminazione.

*Componente del Direttivo Provinciale di Fratelli d’Italia Ferrara

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