Ostellato. La vertenza Fox Bompani continua a tenere con il fiato sospeso i 77 lavoratori dello stabilimento di Ostellato. Dopo lo stop alla firma dell’accordo tra azienda e sindacati, la trattativa è ancora aperta e, secondo la Uilm, il nodo principale resta quello delle uscite volontarie, mentre la situazione economica dell’azienda si fa sempre più delicata.
Nei giorni successivi al mancato accordo, l’amministratore Enrico Vento ha inviato una comunicazione ai dipendenti, riconoscendo i ritardi nei pagamenti degli stipendi registrati negli ultimi mesi. L’azienda li attribuisce alla mancata copertura della cassa integrazione straordinaria e alle difficoltà commerciali e logistiche legate ai conflitti internazionali, in particolare in Medio Oriente. Nella comunicazione viene però evidenziato come la ripresa delle attività produttive e delle spedizioni rappresenti un primo segnale positivo sul quale costruire la continuità dei pagamenti.
La crisi, tuttavia, affonda le proprie radici negli ultimi anni. “È una storia che va avanti dal 2019, da allora per la Bompani non c’è mai stata pace”, spiega il segretario generale della Uilm di Ferrara, Alberto Finessi.
Oggi il problema principale riguarda gli ammortizzatori sociali. L’azienda ha ormai esaurito gli strumenti ordinari e sta proseguendo con una cassa integrazione straordinaria in regime di contratto di solidarietà, prorogata fino al 31 dicembre 2026. Uno strumento che, però, presenta vincoli difficili da rispettare. “Il contratto di solidarietà non consente di lasciare i lavoratori completamente a casa: prevede parametri minimi di presenza e non ammette lavoratori a zero ore. Ma alla Bompani questa è una condizione molto difficile da rispettare”, osserva Finessi.
Il motivo è semplice: i volumi produttivi sono ormai drasticamente ridotti. “Oggi sono rimasti circa 80 dipendenti, ma il lavoro disponibile è sufficiente al massimo per una ventina di persone. Siamo ampiamente sotto la linea di galleggiamento”.
Una situazione che rischia di avere conseguenze pesanti anche sul fronte degli ammortizzatori sociali. Se l’azienda non riuscisse a rispettare i parametri richiesti, l’Inps potrebbe bloccare la cassa integrazione straordinaria. “È già successo ad aprile di avvicinarsi ai limiti previsti. Se dovesse essere sospesa la cassa integrazione, la Bompani non potrebbe andare avanti nemmeno dieci giorni: non ci sono i capitali necessari per sostenere l’attività”.
Nei giorni scorsi il sindacato ha continuato il confronto con le istituzioni. Finessi riferisce di aver avuto nuovi contatti con l’assessore regionale Paglia. E ricorda anche gli incontri già svolti in Regione Emilia-Romagna. “Le istituzioni ci hanno dato una mano e continuiamo a fare tutto il possibile, ma il quadro è estremamente complicato”.
Sul tavolo resta l’accordo quadro discusso in Confindustria Ferrara. Il documento presentato dall’azienda circa dieci giorni fa è stato respinto dai sindacati, che attendono ora una risposta alla nuova proposta. “Non c’è alcun licenziamento in corso e non ci saranno licenziamenti unilaterali. L’accordo quadro prevede esclusivamente uscite su base volontaria, ma ci sono alcuni passaggi che non ci convincono e aspettiamo che l’azienda accetti una rimodulazione del testo”.
Rispetto alle ipotesi circolate inizialmente, anche la data indicata per l’eventuale avvio della procedura è cambiata: non più il 30 settembre, bensì il 15 settembre. Ma, ribadisce la Uilm, tutto dipenderà dall’esito della trattativa. “Se non si trova un punto d’incontro, quell’accordo noi non lo firmiamo. Oggi il confronto sulle uscite volontarie è ancora aperto”.
La Fox Bompani, che si trova in concordato preventivo e opera sotto la supervisione di un commissario oltre che dell’amministratore Enrico Vento, aveva comunicato ai sindacati l’intenzione di ridurre fino a 60 posti di lavoro tra gli stabilimenti di Ostellato e gli uffici di Modena, motivando la scelta con la crisi dei mercati internazionali, l’aumento dei costi energetici, delle materie prime e dei trasporti, oltre al rallentamento delle esportazioni. Per il momento, però, la procedura resta sospesa in attesa di un’intesa.
I prossimi passaggi sono già delineati: l’azienda dovrà presentare una nuova versione dell’accordo. Se sindacati e impresa troveranno un punto di convergenza, la vertenza potrà chiudersi al tavolo di Confindustria Ferrara; in caso contrario sarà probabilmente necessario un nuovo confronto in Regione.
Nel frattempo, conclude Finessi, i lavoratori restano in una situazione di forte incertezza. “In mezzo a questa crisi ci sono 77 persone che oggi hanno pochissime prospettive occupazionali. È a loro che dobbiamo cercare di dare una risposta.”
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