Attualità
1 Agosto 2026
La promotrice Odette Piola replica alla Provincia dopo il no al Tutor: chiede chiarimenti sui tempi della decisione e sollecita interventi urgenti per la sicurezza della strada

Via Pontegradella, la petizione con 360 firme arriva a Provincia, Comune e Prefettura: “Non aspettate la disgrazia”

di Redazione | 3 min

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La petizione sottoscritta da 360 cittadini per chiedere la messa in sicurezza di via Pontegradella e l’installazione di un sistema Tutor è stata ufficialmente trasmessa al presidente della Provincia di Ferrara, al sindaco di Ferrara e al prefetto. Ad annunciarlo è la promotrice, Odette Piola, che in una lettera aperta torna sulla vicenda dopo la recente presa di posizione della Provincia, la quale aveva spiegato come la normativa vigente non consenta l’installazione del Tutor su quel tratto di strada, pur dichiarandosi disponibile a rilasciare il nulla osta per un eventuale autovelox richiesto dal Comune.

La nuova iniziativa si inserisce nel solco della mobilitazione dei residenti, che nelle scorse settimane avevano raccolto centinaia di firme denunciando l’eccessiva velocità dei veicoli e le criticità di un’arteria ritenuta pericolosa per pedoni, ciclisti e residenti.

Nella sua lettera Piola ricostruisce i passaggi che hanno portato alla petizione. “Un anno e mezzo fa la Provincia aveva già dichiarato che c’era un ragionamento in atto per l’installazione di un Tutor e che entro dicembre 2025 sarebbe stata presa una decisione”. A maggio scorso, spiega, aveva scritto all’ente per chiedere aggiornamenti, annunciando anche l’intenzione di promuovere una raccolta firme. “Una mail che non ha ricevuto nessuna risposta”.

Da qui gli interrogativi rivolti all’amministrazione provinciale: “Se non è possibile installare un Tutor, come afferma oggi la Provincia, perché far credere che c’era un ragionamento in atto?”. E ancora: “È cambiata la normativa in questo mese e mezzo? O forse i tecnici hanno preso atto della normativa solo dopo che è stata data informazione sulla stampa della petizione?”.

Particolarmente critica anche la valutazione sulla replica diffusa dalla Provincia, nella quale si affermava la disponibilità a collaborare per un eventuale autovelox “sulla base della verifica di una situazione complessiva di pericolosità, a partire dai dati di incidentalità”.

Per Piola quella formulazione lascia spazio a un dubbio inquietante: “Che significa questa frase? Si aspetta la disgrazia per procedere?”. E aggiunge: “Credevo che la priorità fosse prevenire le disgrazie, non aspettare che si verifichino prima di prendere provvedimenti”.

Nella lettera viene inoltre ribadita la preoccupazione che via Pontegradella sia diventata un percorso alternativo per chi vuole evitare il controllo della velocità presente in via Caretti. “Non è ammissibile che una strada con tali problematiche debba diventare una scorciatoia per eludere il velox di Via Caretti”, scrive la promotrice, ricordando il grave incidente che in passato portò all’installazione del dispositivo di controllo su quell’arteria.

Secondo Piola, il tema non riguarda la volontà di introdurre nuove sanzioni, ma di garantire il rispetto dei limiti già esistenti. “Chi oggi è contrario ai tutor e ai velox sta ammettendo implicitamente di non rispettare i limiti di velocità che già ci sono. Noi chiediamo solo che vengano rispettati”. Per questo, conclude, “il Tutor sarebbe solo un mezzo per rendere meno pericolosa una strada che ha molte altre problematiche che andrebbero affrontate e risolte”.

Alla lettera è allegata anche una fotografia dell’uscita di due complessi residenziali lungo via Pontegradella, nei pressi del centro abitato. Secondo la residente, l’immagine documenta una situazione che rende difficoltoso e rischioso anche il semplice accesso pedonale alla strada: “Non solo non c’è un marciapiede, ma addirittura un fosso. Chi vuole uscire di casa a piedi rischia di essere investito ogni volta”.

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