Attualità
31 Luglio 2026
La portata del Po a Pontelagoscuro continua a diminuire e torna a preoccupare il rischio di risalita del cuneo salino nel Delta. Agricoltura e risorsa idrica sotto pressione

Siccità, nel Ferrarese cresce l’allarme: il Distretto del Po passa alla “severità alta”

(Foto di Engel Anselmi)
di Redazione | 3 min

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Con il livello di severità idrica che sale da “media” ad “alta” in tutto il Distretto del Po, cresce anche la preoccupazione nel Ferrarese, dove il progressivo calo della portata del grande fiume e il possibile ritorno del cuneo salino nel Delta rappresentano le principali criticità delle prossime settimane.

La decisione è stata assunta all’unanimità dall’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici, coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, sulla base dell’analisi dei dati idrologici e climatici e delle previsioni meteo-idrologiche. Nei prossimi giorni l’Autorità trasmetterà al Dipartimento nazionale della Protezione civile una relazione sullo stato delle risorse idriche dell’intero bacino.

Per il territorio ferrarese il dato più significativo riguarda la sezione di Pontelagoscuro, dove al 19 luglio la portata del Po era pari a 303 metri cubi al secondo, un valore che l’Autorità conferma in “lenta e progressiva discesa”. Una tendenza che, unita alla scarsità delle precipitazioni e alla riduzione degli afflussi, potrebbe favorire una nuova avanzata dell’acqua salata nel Delta del Po.

Secondo le proiezioni elaborate dall’Autorità di bacino, infatti, nei prossimi giorni è attesa una ripresa del fenomeno dell’intrusione salina, con possibili ripercussioni anche sugli impianti destinati alla produzione di acqua potabile, come la centrale di Ponte Molo, nel Rodigino. Un fenomeno che interessa da vicino anche il territorio deltizio ferrarese, dove il contenimento del cuneo salino è fondamentale sia per l’approvvigionamento idrico sia per l’agricoltura.

Le prospettive, inoltre, non sono incoraggianti. “La situazione è peggiorata, non illudiamoci che i temporali estivi possano essere la soluzione a problemi radicali. Rispetto a dieci giorni fa, nonostante le precipitazioni, abbiamo meno acqua nei laghi, meno acqua nei fiumi con un fabbisogno irriguo ancora significativo per diverse colture, a cominciare dal riso”, ha spiegato il segretario generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del Po, Alessandro Delpiano.

In Emilia-Romagna la situazione resta molto eterogenea. Gli invasi di Mignano e Molato continuano a registrare livelli particolarmente bassi, rispettivamente al 24,8% e al 15,5% della capacità, mentre risultano in condizioni migliori gli invasi del Bolognese e quelli di Ridracoli e Conca, che riescono ancora a soddisfare il fabbisogno dei rispettivi territori.

A livello dell’intero Distretto del Po, l’emergenza riguarda ormai numerosi territori. Oltre cento comuni tra Piemonte e Lombardia stanno già affrontando criticità nell’approvvigionamento di acqua potabile, in diversi casi garantito attraverso autobotti e autocisterne, mentre molte amministrazioni hanno emanato ordinanze per limitare gli usi non essenziali dell’acqua.

Alla luce dell’attuale quadro e delle previsioni per le prossime settimane, l’Osservatorio ha quindi deciso di elevare la severità idrica all’intero Distretto al livello “alto”. Il prossimo punto della situazione è fissato per il 6 agosto, quando saranno rivalutate le condizioni del bacino del Po e l’evoluzione della crisi idrica.

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