Il disturbo mentale non si esaurisce nei suoi sintomi. A pesare sulla vita delle persone ci sono anche la perdita di relazioni, le difficoltà nell’inserimento sociale e lavorativo e quell’etichetta che rischia di trasformare una persona nella sua diagnosi. È da qui che parte l’iniziativa organizzata dalle aziende sanitarie ferraresi in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, che ricorre il 10 ottobre.
Alla vigilia della giornata internazionale, giovedì 9 ottobre, la Biblioteca Bassani ospiterà infatti una mattinata aperta alla cittadinanza e ai professionisti dedicata al tema dello stigma. A presentarla è Chiara Zara, professional manager per l’integrazione dei percorsi di cura del Dipartimento di Salute mentale dell’Ausl di Ferrara.
“Abbiamo deciso di dedicare questa mattinata allo stigma sociale, sia sociale che interno, perché purtroppo ad oggi è ancora una dimensione molto importante che impatta in maniera preponderante sulla vita di chi soffre di una malattia mentale”, spiega Zara.
Una differenza che emerge anche nel modo in cui viene vissuta socialmente la malattia. “Solitamente quando una persona affronta un momento di difficoltà legato magari a una malattia fisica, la risposta dei congiunti, dei parenti, degli amici è quella del supporto, della vicinanza. Per la salute mentale invece non è così”. In questi casi, sottolinea, “l’esclusione sociale, l’allontanamento degli amici e la perdita delle relazioni molto spesso sono più frequenti di quello che dovrebbero essere”.
Da qui il titolo scelto per l’incontro, “La quarta dimensione della malattia”. Accanto ai sintomi e alla perdita di funzioni e abilità di base, infatti, resta il peso delle conseguenze sociali del disturbo. “La persona ha un’etichetta, che corrisponde all’etichetta di malato”, osserva Zara. Una condizione che può arrivare a essere interiorizzata come una colpa: “Io non sono più Chiara, Marco, Giovanni, ma divento la mia malattia”.
Lo stigma, dunque, non riguarda soltanto lo sguardo degli altri. Può tradursi concretamente in minori opportunità. “È un’etichetta che la società mi associa solo perché ho una patologia mentale e conseguentemente non riesco ad avere le stesse opportunità di inclusione, inserimento sociale e lavorativo nei luoghi della comunità e nelle opportunità sociali”.
Proprio per questo gli organizzatori hanno scelto di portare l’iniziativa fuori dagli spazi strettamente sanitari e all’interno della Biblioteca Bassani. “I luoghi della comunità sono luoghi di cura”, spiega Zara.
La mattinata sarà costruita soprattutto attorno alle testimonianze degli Esp, gli esperti di supporto tra pari: persone che hanno attraversato direttamente un’esperienza di disagio psichico, ma anche familiari e persone vicine a chi ne ha vissuta una. Le loro esperienze saranno raccontate attraverso linguaggi differenti: pittura, poesia, testimonianze e storie personali.
“Saranno lo spunto per parlare poi delle azioni che i professionisti sanitari e gli enti del territorio operano quotidianamente”, continua Zara. I professionisti illustreranno gli interventi riabilitativi portati avanti insieme alle persone seguite dai servizi, mentre associazioni e realtà territoriali racconteranno le collaborazioni costruite sul fronte dell’inclusione sociale.
Tra queste ci saranno il Csv e Uisp, insieme al Cufo, il Comitato utenti, familiari e operatori del Dipartimento di Salute mentale, chiamato a portare direttamente il punto di vista di chi vive o accompagna quotidianamente percorsi di cura.
Spazio anche ai progetti di servizio civile e alle attività che l’Ausl porta avanti per la promozione della salute mentale nelle scuole, attraverso il lavoro condiviso tra il Dipartimento di Salute mentale e gli altri servizi dell’azienda sanitaria.
L’obiettivo è evitare la forma tradizionale del convegno. “Non ce la immaginiamo e non l’abbiamo pensata come una lezione frontale, accademica, ma come un vero e proprio laboratorio esperienziale, dialogico”, spiega Zara. Un confronto che prova ad agire direttamente sugli stereotipi: “Che possa provare a scalfire in parte il preconcetto con il quale qualcuno si avvicinerà a questa iniziativa”.
L’appuntamento è quindi per giovedì 9 ottobre alla Biblioteca Bassani, a partire dalle 8.30 con la registrazione dei partecipanti. I professionisti delle aziende sanitarie potranno iscriversi attraverso il portale del dipendente, mentre per i cittadini sarà sufficiente presentarsi direttamente in biblioteca.