Il granchio blu continua a mettere sotto pressione il comparto dell’acquacoltura. Ma ora, a complicare ulteriormente una situazione già difficile, rischia di essere anche la burocrazia. A lanciare l’allarme è Vincenzo Rizzardi, commercialista, a nome dell’Associazione Nazionale Commercialisti di Ferrara, che chiede alla Regione Emilia-Romagna di valutare una proroga dei termini per la presentazione delle perizie asseverate necessarie alle domande di indennizzo.
Il punto di partenza è il decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste del 23 giugno 2026, che ha riconosciuto il carattere eccezionale della diffusione del granchio blu (Callinectes sapidus), individuando, su indicazione della Regione, la Sacca di Goro e la zona di Comacchio tra le aree colpite. La Regione ha quindi attivato la piattaforma SIAG per la presentazione delle domande, con scadenza fissata alla mezzanotte del 27 agosto.
Per accedere agli indennizzi, le imprese devono allegare una perizia asseverata che dimostri una diminuzione della produzione e del fatturato superiore al 30 per cento rispetto alla media dei tre anni precedenti oppure alla media dell’ultimo quinquennio, escludendo l’anno migliore e quello peggiore.
“La criticità – spiega Rizzardi –- è che le domande relative al precedente bando, riferite al 2024 e al primo trimestre del 2025, sono ancora in fase di valutazione. A oggi le imprese non hanno quindi certezza né sull’esito delle richieste già presentate né sull’ammontare degli eventuali contributi. Si trovano così nella paradossale condizione di dover predisporre una nuova domanda senza sapere ancora cosa accadrà alla precedente”. A questo si aggiunge la sovrapposizione di scadenze fiscali e amministrative. Il termine del 27 agosto arriva infatti dopo altri adempimenti che coinvolgono il settore, tra cui il credito gasolio e il secondo bando per gli indennizzi legati alla semina, oltre agli ordinari obblighi dichiarativi.
“Noi commercialisti siamo direttamente coinvolti nella redazione delle perizie asseverate e nella quantificazione dei danni – sottolinea Rizzardi -. Faremo il massimo sforzo per assistere le imprese, ma abbiamo bisogno del tempo necessario per dialogare con i nostri clienti ed esaminare ogni singolo caso con la dovuta attenzione”. A rendere ancora più complessa la procedura è anche il nuovo criterio di calcolo del periodo di riferimento, che considera i dodici mesi compresi tra il primo aprile e il 30 marzo, anziché l’anno solare. Da qui la richiesta alla Regione Emilia-Romagna di una proroga adeguata, anche attraverso la sospensione dei termini feriali, per la presentazione delle perizie asseverate.
“Chiediamo inoltre – conclude Rizzardi – che le associazioni di categoria del settore acquacoltura sostengano questa richiesta, così da consentire ai Caa autorizzati all’invio delle domande di lavorare con la necessaria serenità». «Non vorremmo che passasse il messaggio che non intendiamo predisporre conteggi e perizie. Faremo tutto il possibile per sostenere le imprese. Ma serve il tempo necessario per lavorare bene. I pescatori non possono essere costretti a presentare nuove richieste senza sapere quando, se e quanto riceveranno per quelle già inoltrate”.
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