La Regione Emilia-Romagna riveda la decisione di ridurre i posti letto (da 16 a 14) e di eliminare la figura dell’operatore sociosanitario nel turno notturno nel reparto di malattie infettive dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara.
Lo chiede Fausto Gianella (FdI) con un’interrogazione discussa in commissione Politiche per la salute e politiche sociali (presieduta da Gian Carlo Muzzarelli). In particolare, il consigliere vuole sapere “se sia stata effettuata una valutazione preventiva del rischio clinico e organizzativo derivante da questa riorganizzazione”.
“Il reparto di malattie infettive –sottolinea il consigliere – gestisce pazienti che necessitano frequentemente di isolamento e procedure assistenziali ad alta complessità. L’eliminazione della figura dell’operatore sociosanitario nel turno notturno potrebbe determinare criticità organizzative e assistenziali, in particolare nella gestione delle emergenze cliniche durante le attività di assistenza ai pazienti in isolamento, inoltre verrebbe meno la continuità tra operatore e paziente”. Per Gianella “è stato inoltre segnalato che i tempi di attesa per il ricovero nel reparto sono superiori alle 48 ore, con possibili ripercussioni sulla presa in carico dei pazienti. Fra l’altro, a fronte della prospettata riduzione dei posti letto da 16 a 14, risulta il recente acquisto di nuovi letti per un numero superiore a 20 unità, circostanza che merita chiarimenti rispetto alla programmazione e agli investimenti effettuati e che andrebbe in netto contrasto con le decisioni riorganizzative”.
La risposta dall’assessore Massimo Fabi che ricorda come “queste scelte sono in capo alle stesse aziende, parliamo di due posti letto, comunque posti letto aggiuntivi possono essere attivati all’occorrenza, l’obiettivo è quello di dare le migliori risposte ai cittadini”. In merito al tema legato alla figura dell’operatore sociosanitario, Fabi ricorda che “è stato allocato in un reparto adiacente, la sua disponibilità è comunque garantita nelle ore notturne anche per le malattie infettive”.
La replica di Gianelli: “Si aumentano i medici ma diminuiscono i letti: questa riorganizzazione non ci sembra lineare”.
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