Goro
20 Luglio 2026
Danni ingenti a cocomeri, frutta, mais, soia, sorgo e riso nelle aree colpite dal violento nubifragio. Cia Ferrara: servono ristori immediati e interventi strutturali per salvare le aziende agricole

Dopo la grandine gigante, il conto più pesante lo paga l’agricoltura: raccolti devastati nel Basso Ferrarese

di Redazione | 4 min

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L’impressionante grandinata che nella notte tra venerdì e sabato ha colpito il Delta ferrarese, con chicchi di dimensioni eccezionali capaci di provocare danni a edifici, veicoli e infrastrutture, ha lasciato dietro di sé anche un conto pesantissimo per il comparto agricolo. Se nelle aree urbane si fanno i conti con vetri infranti, auto e tetti danneggiati, nelle campagne il bilancio rischia di essere ancora più grave, con raccolti compromessi a pochi giorni dalla maturazione.

L’ondata di maltempo ha investito in particolare Serravalle, Sant’Apollinare, Contane, Jolanda di Savoia, Codigoro, Pontelangorino e Mezzogoro, territori già messi a dura prova dall’evento estremo del 15 luglio. In pochi minuti la grandine ha colpito colture di ogni tipo: cocomeri e frutta ormai pronti per la raccolta sono stati devastati, mentre mais, soia, sorgo e riso hanno subito danni estesi.

A descrivere la gravità della situazione è il presidente di Cia Ferrara, Massimo Piva.

“Non ci sono più parole per commentare l’ennesimo evento catastrofico che si è abbattuto sul nostro territorio nel giro di pochi giorni. Cocomeri in campo, frutta pronta per la raccolta, ma anche mais, soia, sorgo e riso sono stati bersagliati da chicchi grossi e fittissimi che hanno addirittura provocato buchi nel terreno. È un momento estremamente difficile per le nostre imprese: siamo sopraffatti da un clima che non solo è diventato imprevedibile, ma che impedisce alle aziende di sopravvivere. In queste occasioni spesso non si valuta anche l’impatto psicologico e il profondo sconforto: vedere mesi di lavoro andare in fumo in pochi minuti è sempre stata una variabile del nostro mestiere, ma se ciò accade ormai costantemente, e con fenomeni così violenti a pochi giorni di distanza, sorge spontanea la domanda: ‘Ma chi me lo fa fare?’. In questo interrogativo risiede il futuro della nostra economia agricola perché se la risposta sarà la chiusura delle attività, non perderemo solo un’azienda, ma il cibo di qualità del nostro territorio che non verrà più prodotto. Per questo motivo, come abbiamo ribadito più volte, il tempo è ormai scaduto. Occorrono – conclude Piva – risorse straordinarie per risarcire le aziende in modo immediato e sono necessarie misure strutturali, incluso un diverso approccio al sistema assicurativo, per permettere alla nostra agricoltura di continuare a produrre in condizioni che sono diventate ormai di perenne straordinarietà”.

Anche Riccardo Casotti, vicedirettore di Coldiretti Ferrara, commenta quanto accaduto: “Come sempre diventa difficile a poche ore dall’evento avere una stima dei danni, anzi raccomandiamo alle aziende colpite di contattare immediatamente le compagnie di assicurazione ed i nostri uffici di zona, che erano già attivi per raccogliere informazioni utili ad attivare gli strumenti di soccorso dopo il fortunale di mercoledì, che ha interessato maggiormente altra parte della provincia. La tempestività e completezza della segnalazione può essere determinante per far scattare lo stato di emergenza e calamità, attivando i percorsi che mettano in moto la possibilità di eventuali ristori. Indubbiamente anche per questo evento, data la vastità del territorio interessato, da Corlo a Berra, da Sant’Apollinare ad Ambrogio, da Jolanda a Contane, da Mezzogoro a Caprile e tante altre località, possiamo parlare di centinaia di aziende colpite e di perdite per centinaia di migliaia di euro alle colture, senza contare anche i danni che ci stanno segnalando ad alberature, tetti di case e magazzini, strutture di frutteti, macchine ecc. ecc. Nelle prossime ore avremo un quadro più chiaro ma per tante aziende si profila un anno senza entrate e per molte altre un bilancio assai ridotto”.

Le verifiche quindi sono ancora in corso e serviranno alcuni giorni per quantificare con precisione l’entità delle perdite, ma le prime ricognizioni confermano un quadro estremamente preoccupante. Per molte aziende agricole si tratta del secondo episodio di maltempo devastante nell’arco di pochi giorni, una sequenza di eventi estremi che rischia di compromettere una stagione produttiva già segnata da un andamento climatico sempre più difficile da gestire.

Dal mondo agricolo arriva quindi un nuovo appello affinché, oltre agli interventi per fronteggiare l’emergenza, vengano adottate misure strutturali capaci di rendere il settore più resiliente di fronte a fenomeni atmosferici che, da eccezionali, stanno diventando sempre più frequenti.

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