Eventi e cultura
15 Luglio 2026
In scena al CTU l'esito del laboratorio annuale Linguaggi del teatro e dell'attore, con uno studio su La morte della Pizia di Friedrich Dürrenmatt

Profezie. Domande per una tragedia contemporanea

di Redazione | 3 min

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Giovedì 16 e venerdì 17 luglio 2026, alle ore 21.15, presso il Centro Teatro Universitario di Ferrara, si conclude la trentatreesima edizione del laboratorio teatrale “Linguaggi del teatro e dell’attore”, diretto da Michalis Traitsis, regista e pedagogo teatrale di Balamòs Teatro, con la presentazione dello studio teatrale Profezie – domande per una tragedia contemporanea, ispirato al racconto La morte della Pizia di Friedrich Dürrenmatt.

Nell’opera di Dürrenmatt, che ha rappresentato il punto di partenza dello studio teatrale non il suo approdo, il mito viene già sottratto alla sua dimensione eroica: Pizia non è più la voce infallibile degli dèi, ma una donna anziana e stanca, costretta a sostenere un sistema religioso e politico che continua a sopravvivere grazie ai miti che esso stesso alimenta. L’oracolo perde così la sua aura sacrale per diventare profondamente umano. La nostra ricerca prende avvio da questa intuizione e la conduce oltre.

L’interesse non è rivolto alla ricostruzione del mito classico, ma all’indagine delle contraddizioni interiori dei personaggi. Ognuno di loro diventa il luogo di una frattura: tra ciò che crede di essere e ciò che realmente è; tra il desiderio di verità e la necessità di sopravvivere; tra responsabilità individuale e meccanismi collettivi. Il destino, così centrale nella tradizione tragica, lascia progressivamente il posto ad altre domande: quale responsabilità abbiamo nei confronti delle verità che scegliamo di non vedere? Che cosa sacrifica ciascuno di noi per poter continuare a vivere nel mondo così com’è? In quale momento cominciamo a chiamare “necessario” ciò che fino a ieri ci sarebbe sembrato intollerabile? Ogni personaggio proposto incarna una diversa modalità di abitare queste domande.

L’intero lavoro è concepito come un rito contemporaneo.

Il corpo precede la parola. Gesti, composizioni e immagini sceniche costituiscono la vera drammaturgia di questo studio teatrale, mentre i monologhi assumono la forma di confessioni intime più che di dichiarazioni ideologiche. La scena diventa uno spazio in cui il pensiero prende corpo prima ancora di essere pronunciato.

Il mito si trasforma così in uno specchio del presente.

La domanda non è più se il destino possa essere evitato, ma quanto ciascuno di noi partecipi, consapevolmente o inconsapevolmente, alla costruzione dei sistemi che producono sfruttamento, silenzi, adattamento e autoinganno.

Non siamo quasi mai divisi tra bene e male. Siamo divisi tra l’immagine che abbiamo di noi stessi e quella che lentamente eerge quando qualcuno, o qualcosa, ci costringe a guardarci senza difese.

Gli interpreti utilizzano pietre. Per costruire il luogo dell’anima, forse ancora sacro. Ogni pietra è una domanda deposta. Un frammento di verità che nessuno possiede interamente. Nessuno può trovare risposte al di fuori di sé, ma nessuno può trovarle nemmeno dentro un orizzonte esclusivamente individuale. Ognuno porta il proprio frammento e soltanto la relazione con gli altri permette di intravedere un disegno più ampio. Lo studio non procede per punti esclamativi. Cerca, piuttosto, una costellazione di punti interrogativi. Domande capaci di rallentare lo sguardo, di incrinare le nostre certezze e di restituire alla tragedia la sua funzione più antica: non offrire risposte, ma creare uno spazio di ascolto e riflessione, che non accusa né giustifica ma ascolta: il teatro, quando è vivo, non conferma ciò che sappiamo già ma ci costringe a vacillare e a interrogarci.

Profezie. Domande per una tragedia contemporanea

uno studio teatrale ispirato al racconto La morte della Pizia di Friedrich Dürrenmatt

diretto da Michalis Traitsis – Balamòs Teatro
collaborazione artistica: Patrizia Ninu, foto: Andrea Casari
con gli allievi del laboratorio “Linguaggi dell’attore e del teatro” del Centro Teatro Universitario di Ferrara:
Asja Albrahimi, Michela Arcidiacono, Eris Cala, Marco Caushi, Giuseppe Cota, Lorenzo Salagean, Germana Scuccimarra, Anna Vincenti.

Giovedì 16 e Venerdì 17 luglio 2026 – ore 21.15
Centro Teatro Universitario di Ferrara (via Savonarola 19, Ferrara)
ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria: ctu@unife.it – 328 8120452

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