Anche Ferrara aderirà alla mobilitazione nazionale promossa per chiedere la liberazione dei prigionieri palestinesi detenuti in Italia. L’appuntamento è fissato per sabato 18 luglio, alle 18, davanti al carcere dell’Arginone.
Il presidio si svolgerà in contemporanea con analoghe iniziative organizzate davanti agli istituti penitenziari di Rossano Calabro, Melfi, Sassari e Terni.
Ferrara per la Palestina spiega che la giornata di mobilitazione è dedicata ai “prigionieri palestinesi in Italia” e rilanciano il comunicato diffuso dalle realtà palestinesi presenti nel Paese. “Da mesi – si legge – assistiamo in Italia a un’escalation repressiva senza precedenti che mira a colpire, attraverso lo strumento giudiziario e carcerario, chiunque si schieri al fianco del popolo palestinese: è in atto una vera e propria strategia di deterrenza volta a imporre una politica della paura, a silenziare il dissenso e a spezzare la solidarietà verso una popolazione che subisce un genocidio e da anni un’occupazione illegale. In risposta a questa campagna repressiva le realtà palestinesi in Italia lanciano questo appello congiunto per denunciare questa politica di persecuzione politica e giudiziaria”.
Per quanto riguarda Ferrara, l’iniziativa è dedicata in particolare a Raed Dawoud, membro di Api e attualmente detenuto nel reparto di alta sicurezza del carcere estense. Gli organizzatori sostengono che sia “rinchiuso nella sezione di alta sicurezza con l’accusa di terrorismo per aver raccolto aiuti umanitari per Gaza”.
Nel comunicato diffuso per l’iniziativa viene inoltre ribadita la richiesta di liberazione dei detenuti palestinesi e il sostegno alla causa palestinese. “Non ci fermeremo fino a quando tutti i prigionieri politici palestinesi non saranno liberati, qui in Italia come in Palestina”, affermano gli organizzatori, che concludono rilanciando lo slogan: “Non ci fermeremo fino a quando la Palestina non sarà libera, dal fiume al mare”.
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