“È stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati”. Annuncia con questi versi di De André il ristorantino Sidùn, il cui nome si ispira all’omonima canzone del cantautore genovese, la vendita dell’attività. Una frase che lo staff del locale oggi sente particolarmente sua perché “racchiude il senso di questo percorso: la bellezza dell’incontro, dei legami creati e della strada fatta insieme”.
A comunicare la fine dell’attività dal primo di luglio è il titolare, Amin Ramadam. Lo fa con “il cuore colmo di gratitudine e un pizzico di malinconia” nel ricordare “una meravigliosa avventura” giunta al termine.
“Il nome – racconta ai nostri taccuini – nasce dal mio amore per De André, il mio cantautore preferito, ma anche dalla città di Sidone, in Libano”. Una città a cui Amin è legato anche se non è lì che è nato.
Il ritorante aveva aperto a Ferrara nel 2014, in via Volta Paletto, poi nel 2017 il trasferimento in corso Porta Po e da qualche giorno la vendita. Una scelta arrivata per motivi personali ma anche considerando razionalmente la congiuntura storica della ristorazione, in particolare a Ferrara.
Molti degli eventi che si fanno in città paiono togliere più che portare clientela nei locali. A questo si aggiunge la molta concorrenza e le preferenze delle nuove generazioni che preferiscono orientarsi su ristoranti con una proposta culinaria asiatica.
“Sono stati – ricorda Amin rivolgendosi ai tanti clienti che hanno affollato il locale – anni intensi, fatti di passione, sacrifici e dedizione, ma soprattutto di persone meravigliose come voi, che ci avete dato fiducia e avete reso questo luogo una seconda casa”.
“Grazie – prosegue – per ogni sorriso, per ogni brindisi, per ogni recensione e per aver condiviso con noi un bellissimo pezzo di strada. Grazie ai nostri clienti, che hanno riempito queste sale di momenti speciali. Grazie ai fornitori, agli amici, ai parenti e a chiunque sia passato anche solo una volta da quella porta. Grazie a tutte le persone che hanno camminato con noi in questi anni e che hanno contribuito a scrivere la storia di questo luogo”.
“La nostra avventura – conclude – si ferma qui, ma non siamo qui per piangerci addosso. Anzi. Siamo pieni di gratitudine e di gioia, perché davanti a noi si apre una nuova strada, coinvolgente e piena di vita. Porteremo sempre con noi il ricordo di tutto ciò che abbiamo vissuto insieme”.
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