Lido di Spina, 56enne trovato morto in casa all’alba di Ferragosto
Tragedia all'alba di Ferragosto a Lido di Spina, dove un uomo di 56 anni è stato trovato privo di vita all'interno della propria abitazione, nella zona vicina al locale Meridiana
Tragedia all'alba di Ferragosto a Lido di Spina, dove un uomo di 56 anni è stato trovato privo di vita all'interno della propria abitazione, nella zona vicina al locale Meridiana
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di Giada Magnani
A mettere sulla pista giusta gli inquirenti che indagano sul caso del furto sacrilego al Santuario della Celletta potrebbero aiutare le immagini captate dai filmati del vicino autovelox. Ma anche le impronte digitali e le probabili macchie di sangue rilevate dai Carabinieri durante il sopralluogo.
Intanto mentre il parroco Don Fulvio Bresciani allarga le braccia di fronte allo scempio bollato con “sdegno ed indignazione” anche da tutti i fedeli e non solo con messaggi postati sui social, il sindaco Andrea Baldini lancia un accorato appello ai ladri: “Mi rivolgo a chi ha compiuto questa azione affinché restituisca gli oggetti sottratti: beni liturgici, del culto, di scarso valore economico-commerciale, ma di grandissimo valore simbolico ed affettivo, oltre che storico ed artistico per tutta la nostra comunità”.
Con queste parole il primo cittadino lancia un messaggio agli “Arsenio Lupin delle Chiese” autori del raid che l’altra notte han fatto incetta di
oggetti religiosi dentro il seicentesco tempio: monumento nazionale, caro dagli argentani ed alla venerata Madonna col Bambinello sin dal 1624. All’epoca scampò al violento sisma che rase al suolo la città: da allora è divenuto un luogo votivo, come attesta la lapide apposta all’ingresso. Un luogo che testimonia grazie ricevute, apparizioni ed aventi considerati miracolosi.
“Le indagini sono in corso – aggiunge il primo cittadino – ma non ci sono parole per commentare un simile gesto. Tra l’altro, nello staccare gli
ornamenti in argento, l’affresco di Maria col suo Bimbo in braccio, opera del Garofalo del 1513, dipinta e ancora conservata su muro originario, ha subito gravi danni”.
Magro il bottino dei banditi nascosti nei confessionali prima della chiusura delle porte, avvenuta alle 20.30. Non tutto infatti era oro ciò che
luccicava: suppellettili, un calice d’ottone contenente le ostie poi gettate sul pavimento, collane, anelli, ornamenti custoditi sugli altari, nelle teche, in bacheca, in canonica, affissi al colonnato. Il tutto incorniciato in una scena dominata dal caos: vetri infranti, porte spaccate o divelte, abiti talari buttati qua e là, mobilio svuotato. Una scena di devastazione, insomma, interpretata anche come atto vandalico.
Nel frattempo è stata infatti fissata per venerdì 18 luglio, alle ore 10, una messa che sarà celebrata alla Celletta dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni. Inoltre, il parroco don Fulvio Bresciani ha presentato una denuncia contro ignoti in relazione ai fatti avvenuti.
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