Ricavi in aumento deciso, margini più alti, posti di lavoro aggiuntivi, una rafforzata solidità patrimoniale: restano positive le attese di crescita del fatturato delle medie imprese ravennati (2,6 miliardi di euro con 34 medie imprese) e ferraresi (651 milioni di euro con 12 medie imprese). Tuttavia, oltre 7 medie imprese su 10 ritengono che l’aumento dell’incertezza globale possa generare ricavi inferiori nei prossimi 12 mesi rispetto a uno scenario di maggiore stabilità. Forti anche le difficoltà nel reperimento del personale che interessano il 90% circa delle aziende. È quanto emerge nel XXV Rapporto sulle medie imprese industriali italiane e nel Report “Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica” realizzati dall’Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere.
“Le medie imprese – ha sottolineato Giorgio Guberti, presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna – sono una realtà produttiva dinamica sempre più strategica nella nostra economia: sono fonte di innovazione, generano una varietà di opportunità lavorative, sono solide e radicate nei territori e capaci di competere anche sui mercati internazionali. Spesso, infatti, sostengono la catena di fornitura di grandi aziende, creando un effetto a catena nelle economie locali. Ciò le rende anche più adattabili alle condizioni di mercato in evoluzione, consentendo loro di reagire più rapidamente alle fluttuazioni economiche o ai progressi tecnologici. Nell’indagine di quest’anno – ha proseguito il presidente della Camera di commercio – emerge un dato significativo: solo 2 imprese su 10 ritengono di avere strumenti adeguati per affrontare l’incertezza. È un tema centrale per l’imprenditore, perché la capacità di creare profitto nasce proprio dal saper prendere decisioni in contesti incerti”.
Tornando all’indagine di Mediobanca, nonostante il contesto sfidante, le medie imprese nell’ultimo biennio sono riuscite a preservare redditività e margini, a rafforzare il posizionamento attraverso il consolidamento del brand ad ampliare la propria offerta. Esse confermano, inoltre, un’elevata capacità di creazione di valore: nel periodo 2015-2024 hanno generato in media 7,8 mila euro per addetto, con una continuità di performance superiore rispetto ad altri segmenti dimensionali, che hanno registrato anche episodi di distruzione di valore. Questa stabilità evidenzia la maggiore resilienza del modello della media impresa, meno esposto a oscillazioni cicliche. Le prospettive future restano tuttavia legate anche a fattori esterni: oltre l’80% delle imprese auspica un miglioramento del quadro economico internazionale, insieme alla riduzione dei costi, in particolare energetici, e del carico fiscale sul lavoro. E nei prossimi sei mesi quasi la totalità delle medie imprese ritiene che le tensioni negli approvvigionamenti avranno ripercussioni concrete sull’attività aziendale, con riflessi, in particolare, sui rincari del prodotto finito, sui ritardi nella consegna dei prodotti sul mercato e sui margini di profitto.
In uno scenario globale sempre più instabile, le medie imprese italiane confermano, dunque, la loro capacità di tenuta e adattamento, sostenendo crescita, occupazione e competitività delle filiere produttive. Ma il futuro del segmento si giocherà sempre più sulla capacità di 5 affrontare nodi strutturali – dalle competenze alla governance, fino all’accesso ai capitali – che restano determinanti per consolidare nel tempo la creazione di valore e rafforzare il posizionamento internazionale del sistema produttivo.
“La capacità competitiva di un sistema produttivo – ha concluso Guberti – si fonda anche sulla diffusione dell’innovazione, sul suo utilizzo nei diversi modi che la creatività dell’imprenditore riesce a esprimere. Tante piccole e medie imprese ferraresi e ravennati hanno svolto appieno questa funzione, spesso divenendo esse stesse fonte di innovazione, soprattutto di processo e di natura incrementale. Anche per questo, e a seguito delle interlocuzioni con le associazioni di categoria, la Giunta camerale, il prossimo 22 luglio, destinerà mezzo milione di euro per favorire, attraverso gli Organismi di garanzia fidi, gli investimenti produttivi e la liquidità necessaria per affrontare le criticità della contingente fase economica. Nel 2025, ben 179 sono state le domande presentate, per un contributo medio assegnato di oltre 3.000 euro: oltre la metà delle imprese richiedenti lo ha destinato non solo a copertura di esigenze di liquidità, ma anche per affrontare nuovi investimenti finalizzati allo sviluppo d’impresa.
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