Economia e Lavoro
4 Luglio 2026
Dopo un lungo iter c’è il via libera ufficiale. Rubbi: “Un risultato importante, frutto del lavoro di squadra tra Istituzioni, sistema fitosanitario e imprese. Ora massima responsabilità da parte degli operatori”

Cso Italy: il Vietnam apre al kiwi italiano

di Redazione | 3 min

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E’ ufficiale, dal 1° luglio, lapertura del mercato vietnamita al kiwi italiano. Si tratta di un risultato molto importante, atteso da anni dalla filiera, che potrà offrire nuove e significative opportunità alle imprese italiane in un mercato strategico del Far East.

Grande soddisfazione da parte di Cso Italy, che ha seguito l’iter fin dall’inizio e che sottolinea come il Vietnam rappresenti una destinazione di grande interesse per lortofrutta italiana e, in particolare, per il kiwi; un prodotto apprezzato per gli elevati standard qualitativi, laffidabilità della filiera e la capacità organizzativa delle imprese esportatrici.

La prima richiesta di apertura del mercato vietnamita per il kiwi italiano risale a diversi anni fa; le autorità vietnamite hanno iniziato lesame del dossier nel 2020, dopo aver concluso nel 2019 quello relativo alle mele, secondo la procedura che prevede la valutazione di un dossier alla volta.

Un passaggio decisivo è stata la visita in Italia della delegazione di ispettori vietnamiti, svoltasi nel dicembre scorso, con il coordinamento e supporto di Cso Italy. La missione ha permesso di verificare direttamente le condizioni fitosanitarie proposte nella bozza di protocollo e di mostrare alla delegazione la professionalità, lorganizzazione e il livello tecnologico della filiera italiana del kiwi.

Durante la visita, le ispettrici vietnamite hanno potuto osservare stabilimenti, frutteti e procedure operative, con particolare attenzione alla gestione del prodotto, ai controlli e allapplicazione del cold treatment. Lorganizzazione delle aziende visitate, le strutture e le tecnologie disponibili hanno impressionato favorevolmente la delegazione, contribuendo ad accelerare liter che si è concluso oggi con lapertura ufficiale del mercato.

Il protocollo approvato prevede condizioni praticabili, pur se impegnative, che richiederanno la massima attenzione da parte degli operatori sia nella fase di campo, con numerosi monitoraggi, sia nella fase di magazzino. Sarà inoltre necessario richiedere limport permit. È previsto il cold treatment, che potrà essere effettuato sia in transito sia prima della partenza, per almeno 15 giorni alla temperatura di 1,11 °C.

Cso Italy si sta già attivando per dare seguito alla fase operativa, con la predisposizione degli elenchi degli stabilimenti e dei frutteti che potranno partecipare al primo programma di export nella campagna commerciale 2026/2027.

Lapertura del mercato vietnamita al kiwi italiano è un risultato di grande valore, atteso da tempo dalla nostra filiera”, sottolinea Simona Rubbi, responsabile Legislazione e Certificazioni di Cso Italy. “Il risultato raggiunto conferma limportanza della collaborazione tra aziende, Cso Italy, Servizio Fitosanitario Nazionale, Servizi fitosanitari regionali, Masaf e Ambasciata dItalia ad Hanoi. A tutti va il nostro ringraziamento”.

Rubbi richiama lattenzione sulla fase che ora si apre: Siamo di fronte a unopportunità molto importante, ma anche ad una responsabilità collettiva. È essenziale che gli operatori inizino a esportare solo se sono pienamente in grado di garantire il rispetto di tutte le prescrizioni previste dal protocollo. Lerrore o lintercettazione anche di una sola spedizione potrebbe compromettere il lavoro di anni di tutti e mettere a rischio laccesso al mercato. Per questo sarà indispensabile procedere con rigore, prudenza e grande senso di responsabilità”.

Cso Italy continuerà a supportare le imprese nella fase di applicazione operativa del protocollo, per garantire il pieno rispetto delle condizioni concordate con le autorità di Hanoi.

Cso Italy, infine, rivolge un ringraziamento particolare alladdetto agricolo dellAmbasciata dItalia ad Hanoi, Renzo Moro, che con grande determinazione ha seguito il confronto diretto con le autorità vietnamite, e agli uffici del Servizio Fitosanitario Nazionale del Masaf e ai Servizi Fitosanitari delle Regioni, il cui lavoro è stato determinante per il raggiungimento di questo risultato.

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