Temperature estreme, scatta l’allerta rossa
Scatta l’allerta rossa domani, domenica 28 giugno, con Ferrara compresa tra le diverse zone dell’Emilia-Romagna in cui le temperature saranno estreme
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di Nicolò Govoni
Si apre con un dibattito sulla deriva del calcio moderno la festa della Curva Ovest Ferrara, che nel tardo pomeriggio di venerdì ha accolto al Parco Urbano Bassano gli avvocati Giovanni Adami e Antonio Radaelli, moderati da Simone Meloni.
Tema centrale dell’incontro sono le nuove disposizioni in materia di trasferte e repressione del tifo organizzato, che andranno a colpire anche le serie minori, fino ai campionati non professionistici – quindi, inevitabilmente, una questione che tocca da vicino anche l’Ars et Labor e i suoi tifosi.
“Non c’è fine al peggio”, commenta Giovanni Adami, “è un contesto spaventoso. Nell’ultimo campionato sono aumentate del 10% le partite monitorate a priori nelle prime quattro categorie, e così sono aumentate, con cifre mostruose, le partite demandate dall’Osservatorio al Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive. Ma che senso ha inserire un protocollo aggiuntivo quando i numeri ci dicono che la pericolosità delle partite è in diminuzione?”.
“Non ha nessun senso”, continua Adami, che poi viene al dunque. “Il questore, anche in categorie dall’Eccellenza alla Terza categoria, può intervenire per ridurre le presenza di tifosi ospiti o, addirittura, dell’intero stadio, introducendo il biglietto nominale per alcune partite”, con l’obbligo, da parte della società ospite, di fornire i nominativi dei sostenitori in trasferta. “E il biglietto nominale può essere introdotto anche per i tifosi di casa”, fino alla possibilità concessa al questore di decidere sulle porte chiuse: “non è proponibile in Terza categoria tutto ciò”.
“Chiedono alle società di arrivare dove le istituzioni non arrivano con il daspo: questa è la fine del diritto, la fine di tutto”, fatto confermato dalla proroga del protocollo siglato l’anno passato nel mondo del basket. Come si contrasta ciò? “La normalità oggi è restare a casa e vietare le trasferte. Sembra che senza divieti, oggi, non si possa gestire una partita: alla Serie A e B non interessa di noi tifosi”.
Conclude così Adami, e la palla passa all’avvocato Antonio Radaelli, che conferma le parole del collega: “Siamo davanti a una follia giuridica e sociale, e nonostante questo voi – indica i tifosi presenti – investite soldi e tempo per la vostra passione. In un mese e mezzo, dopo tante riunioni con gruppi ultras, abbiamo raccolto 142mila firme”, per la petizione per un calcio giusto e popolare.
“Siamo arrivati in Senato, grazie anche al sostegno del senatore Antonio De Poli, e in tempi brevi è stata nominata una commissione che esamini la petizione. L’iter sarà lungo, ma deve esserci una pressione costante”, perché non vadano dimenticati i suoi sette punti, che Radaelli elenca. Dai campionati meritocratici e l’esclusione delle seconde squadre – che non hanno portato benefici al calcio nazionale – ai prezzi accessibili e a un calendario non spezzettato. Il divieto di trasferta va dato con anticipo, e così i tifosi ospiti devono essere tutelati. Si chiede, poi, lo stop alle misure ingiuste e sproporzionate – perché nessun reato provoca conseguenze così elevate come quelli commessi in uno stadio – limitando, poi, l’ingerenza delle multinazionali e dei fondi stranieri che usano le società come una banca.
L’intervento di Simone Meloni sottolinea come il mondo ultras sia “un patrimonio culturale e sociale: serve maggiore coesione. Lo strumento del divieto è entrato nella nostra società, ed è stato normalizzato. Non andare in trasferta è normale, e i divieti instillano più odio”.
La conclusione è affidata ancora alle parole dell’avvocato Adami: “Abbiamo un dovere morale verso le nuove generazioni. La Curva Ovest non può stare a casa davanti alla televisione, ricordando un mondo che non c’è più. Siamo di fronte a una scelta: invecchiare male e lamentarci, oppure continuare a combattere. Noi abbiamo deciso di continuare a combattere: lunga vita agli ultras”.
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