Attualità
25 Giugno 2026
Dopo anni segnati da clima estremo e fitopatie, il settore punta su tecnologia, promozione e collaborazione tra pubblico e privato. L'assessore Mammi: "Serve Pac senza tagli e non divisiva"

Interpera, da Ferrara il piano per salvare la filiera della pera

di Redazione | 3 min

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di Caterina Spadi

Il rilancio della pericoltura passa da un’alleanza sempre più forte tra pubblico e privato, da investimenti mirati in innovazione e da una politica agricola europea capace di sostenere realmente le imprese. Ferrara dà così il benvenuto a Interpera, congresso internazionale incentrato sulla filiera della pera, ospitato presso le sedi di Cna Ferrara, riconfermando il ruolo centrale che la regione Emilia- Romagna e la città rivestono nel settore della pericoltura.

Ad aprire una giornata ricca di incontri e prospettive, i saluti e ringraziamenti a cura di Paolo Bruni, Presidente di Cso Italy, Giuliano Donati, Presidente del Consorzio di Tutela della Pera dell’Emilia-Romagna Igp, Alessio Mammi, assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Matteo Fornasini, assessore del Comune di Ferrara, l’onorevole Mauro Malaguti e Lisa Martini, Vice Presidente di Areflh.

Italia ed Emilia-Romagna rimangono protagoniste indiscusse della filiera pericola nonostante le difficoltà crescenti degli ultimi anni, definite dal Presidente Cso Italy Paolo Bruni una vera e propria “tempesta perfetta”: “Cimici asiatiche, alluvioni, gelate primaverili e siccità costituiscono certamente un aspetto innegabile che ha portato scoraggianti difficoltà e disinvestimenti, ma, nonostante le sfide degli ultimi cinque anni, la pera rimane la prima cultivar a livello regionale”.

L’assessore Mammi ha indicato  quindi cinque priorità per il futuro del comparto: salvaguardare le produzioni investendo in tecnologie, frutteti resilienti, ricerca e innovazione; lavorare sulla qualità, sia in fase produttiva sia nella conservazione; rafforzare le attività di promozione; difendere l’Ocm, definita strumento irrinunciabile, nella futura Pac; chiedere reciprocità nei rapporti con gli altri Paesi, per garantire condizioni eque sul piano della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

“Abbiamo bisogno di una Politica Agricola Comune senza tagli e non divisiva”, ha evidenziato Mammi, richiamando la necessità di una visione europea capace di accompagnare le filiere, sostenere gli investimenti e tutelare produzioni identitarie che rappresentano un patrimonio per l’economia e per i territori.

Sfide riconosciute anche dall’assessore Fornasini, che, stando alle sue parole, trovano risposta “non nella rassegnazione ma in innovazione, ricerca e alleanza tra istituzioni e produttori, per garantire la presenza di Ferrara non solo sullo sfondo ma in quanto cuore pulsante di una filiera strategica”. A questo proposito, si ricorda il contributo dell’amministrazione comunale che ha trovato corpo in solidarietà e provvedimenti concreti a favore delle imprese agricole del territorio.

Al centro delle soluzioni anche la realtà UNApera, istituita nel 2021 tramite l’aggregazione di 25 imprese, per garantire alla filiera valorizzazione e unità. “Si tratta di un progetto che pone al centro tutela del marchio e protezione, dando valore al rapporto di comunicazione con i consumatori – ne parla il Presidente del Consorzio di Tutela Giuliano Donati – affinché ci siano più pere a marchio Igp con nome e cognome pronte per soddisfare la richiesta al momento dell’acquisto”.

Oltre alla rilevanza di realtà come UNApera, l’Onorevole Mauro Malaguti pone l’accento sull’importanza della ricerca “per preservare una tradizione cardine del nostro territorio”.

Le battute finali sono a cura di Lisa Martini, vice presidente di Areflh, associazione che per prima, nel 2008, ha dato il via a questa manifestazione, incentrando il dibattito non solo sulle sfide ma sulle opportunità che produzione e innovazione hanno in serbo per la filiera della pera, rinnovando così la necessità di incontrarsi, condividere, e svilupparsi insieme.

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