Spettacoli
26 Giugno 2026
Mercoledì 1 luglio concerto in Abbazia con il coro della Venice Monteverdi Academy e la versione del capolavoro di Orff per percussioni e due pianoforti

I Carmina Burana inaugurano a Pomposa l’Emilia Romagna Festival 2026

di Redazione | 3 min

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Pomposa. Parte ufficialmente mercoledì 1° luglio la nuova stagione dell’Emilia Romagna Festival 2026, con l’inaugurazione che si terrà alle ore 21.15 presso la millenaria Abbazia di Pomposa a Codigoro. Il programma prevede i celebri Carmina Burana di Carl Orff, sostenuti dalla potenza del coro della Venice Monteverdi Academy. La vitalità ritmica dei Carmina Burana sarà esaltata dalla versione per percussioni e due pianoforti, che vedrà i percussionisti dell’Orchestra L. Da Ponte misurarsi con Natalia Sidorenko e Alexandra Pavlova al pianoforte.

Prima del concerto, alle ore 18, sarà possibile partecipare a una visita guidata all’Abbazia di Pomposa che proprio quest’anno celebra i mille anni dalla consacrazione, prenotando telefonicamente all’ufficio IAT 0533 719110.

La 26esima edizione di Emilia Romagna Festival verrà inaugurata in uno dei luoghi simbolo della storia musicale. Perché fu proprio nell’Abbazia di Pomposa che il monaco benedettino Guido d’Arezzo pose le basi del moderno sistema di notazione musicale occidentale, dando alle note i nomi che oggi conosciamo. Non è un caso quindi che l’Erf Summer si inauguri nel millenario dell’Abbazia, e non è un caso nemmeno che la serata del primo luglio preveda i Carmina Burana di Carl Orff, i componimenti che tra il 1935 e il 1936 vennero messi in musica dal maestro tedesco, traendoli dal Codex Buranus, una raccolta di poesie medievali in latino, alto tedesco e provenzale ritrovata in un convento benedettino della Baviera — lo stesso ordine monastico di Guido d’Arezzo. Carl Orff di questa tradizione medievale recuperò il ritmo, la vitalità, l’atmosfera furiosa, facendo rinascere una tradizione che sembrava irrecuperabile, consegnandola nuovamente alla storia della musica. Il pubblico potrà riconoscere facilmente O Fortuna, l’inno alla dea capricciosa che governa le vicende umane, che apre e chiude il ciclo dei Carmina Burana. Attorno a questo prologo-epilogo si dispiegano i tre momenti centrali: Primo vere, il canto della primavera; Uf dem Anger, il prato con le sue danze in antico alto tedesco; In taberna, il mondo delle taverne e del vino; Cours d’amours, i giochi erotici dell’amore.

La versione dei Carmina Burana proposta nella sera del primo luglio è quella per due pianoforti, percussioni e voci, un organico pensato dallo stesso Orff. Senza l’involucro sinfonico, la scrittura è battente, indurita dall’interpretazione di Natasha Sidorenko e Alexandra Pavlova ai pianoforti, affiancati dalla ricchissima tavolozza percussiva dell’Orchestra Lorenzo da Ponte. Le voci soliste — il soprano Fabiana Visentin, il tenore Marco Petrolli, il baritono Nicola Zambon — portano in primo piano le figure umane che la Fortuna spinge e travolge, sostenute dalla potenza della Venice Monteverdi Academy, con il suo coro preparato da Sheila Rech.

Sul podio ci sarà una bacchetta di solida esperienza internazionale: il maestro austriaco Ernest Hoetzl. Direttore artistico di spicco di grandi compagini europee – tra cui la Musikverein Kärnten di Klagenfurt – Hoetzl si è imposto sulla scena globale guidando oltre ottanta orchestre in quattro continenti, con memorabili produzioni nei templi della musica come il Musikverein di Vienna, la Smetana Hall di Praga e la Tokyo Opera City. Noto per la sua straordinaria duttilità interpretativa, il maestro austriaco torna a collaborare con la Venice Monteverdi Academy e l’Orchestra Lorenzo Da Ponte, promettendo di restituire al pubblico del Festival una lettura vibrante e intensa dei Carmina Burana.

L’INCANTO DEI LUOGHI

ore 18 visita guidata all’Abbazia di Pomposa (prenotazione a ufficio Iat 0533-719110)

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