Attualità
25 Giugno 2026
Cia Agricoltori Italiani lancia l'allarme: le "notti tropicali" non danno tregua alle colture. Nel bacino del Po i raccolti potrebbero perdere fino al 40%, latte giù del 20%

Un’estate da 1,5 miliardi: il caldo mette in ginocchio l’agricoltura

di Redazione | 2 min

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Secondo le stime di Cia-Agricoltori Italiani l’ondata di calore che sta colpendo l’Italia rischia di infliggere al settore primario un danno superiore a 1,5 miliardi di euro. Lo stress termico e la scarsità idrica stanno mettendo sotto estrema pressione colture e allevamenti, con il pericolo concreto di rincari per i consumatori e una drastica riduzione della disponibilità produttiva.

A livello nazionale, la situazione è critica per le colture in pieno campo come mais, soia e riso, ma anche per l’ortofrutta e i vigneti. Le cosiddette “notti tropicali”, con temperature minime che non scendono sotto i 24-25 gradi, impediscono alle piante di recuperare, mantenendo elevatissimo il fabbisogno idrico anche nelle ore notturne.

Oltre ai cali di resa, che in passato hanno raggiunto punte del 30-40% nel bacino del Po, si registra una forte sofferenza negli allevamenti, con cali della produzione di latte fino al 20%.

Anche nel territorio ferrarese, l’allerta è massima come spiega Massimo Piva, presidente di Cia Ferrara, che evidenzia la forte preoccupazione delle aziende agricole, che stanno rivivendo l’emergenza siccità di quattro anni fa: “La situazione della siccità si sta pericolosamente avvicinando a quella del 2022, un anno che rimarrà nella storia recente per i bassi livelli del Po e per l’intrusione del cuneo salino nell’entroterra. Attualmente sono le colture che soffrono di più sono mais, riso e la soia, ma sorvegliato speciale è anche il pomodoro da industria: il caldo estremo mette a rischio l’allegagione e la produzione di fiori, con conseguenti rischi di cali produttivi nel momento della raccolta. Anche le frutticole possono subire shock idrici irreversibili se non irrigate costantemente”.

“Abbiamo la massima fiducia nel Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara – prosegue Piva – che in questa fase di allerta ha già attivato una forma di monitoraggio strettissima e oggi ha incontrato le associazioni agricole per fare il punto della situazione. Però chiaramente davanti a quella che potrebbe diventare un’emergenza non ci possono essere certezze assolute. Inoltre, con gli attuali prezzi del gasolio, irrigare con questa frequenza fa lievitare i costi di produzione a livelli insostenibili. Le previsioni indicano un’altra settimana di questo tenore: speriamo che il sistema regga, perché questa annata è già complessa, questa ulteriore emergenza climatica proprio non ci voleva perché la capacità reddituale dei nostri agricoltori inizia ad essere fortemente a rischio”.

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