Con temperature che a Ferrara sfiorano già i 38 gradi e un’estate che si annuncia tra le più torride degli ultimi anni, il gruppo consiliare La Comune porta in municipio il tema della sicurezza dei lavoratori esposti al sole. La consigliera Anna Zonari ha infatti presentato un’interrogazione a risposta scritta rivolta al sindaco e alla giunta per chiedere come il Comune stia applicando le misure anti-caldo previste dalla normativa regionale e nazionale.
Al centro dell’iniziativa ci sono i dipendenti comunali impegnati nelle attività manuali all’aperto, in particolare nei servizi di manutenzione stradale e nei lavori pubblici, ma anche il personale delle società partecipate, a partire da Ferrara Tua spa, che gestisce i servizi come la manutenzione del verde pubblico e dei cimiteri, ricorrendo in alcuni casi anche a imprese terze per le attività operative.
Nell’interrogazione si ricorda che l’Ordinanza del presidente della Regione Emilia-Romagna n.72 del 3 giugno 2026, in vigore fino al 15 settembre, vieta lo svolgimento di attività lavorative con esposizione prolungata al sole dalle 12.30 alle 16 nei giorni e nelle aree in cui la piattaforma nazionale Worklimate, realizzata da Inail e Car, segnali un livello di rischio “Alto”.
L’ordinanza prevede inoltre che, per le attività svolte da concessionari di pubblico servizio o connesse a ragioni di pubblica utilità, i datori di lavoro adottino comunque misure organizzative adeguate a tutela della salute dei lavoratori, garantendo al tempo stesso la continuità dei servizi essenziali.
La Comune sottolinea inoltre che gli obblighi di valutazione e gestione del rischio da calore, previsti dal decreto legislativo 81 del 2008 sulla sicurezza sul lavoro, ricadono su ogni datore di lavoro: direttamente sul Comune per il proprio personale e sulle società partecipate per i dipendenti impiegati nei servizi affidati.
Particolarmente critiche, secondo il gruppo consiliare, sono le condizioni in cui operano gli addetti alla manutenzione del verde, dei cimiteri e dei lavori stradali, spesso impegnati in attività di sfalcio, decespugliamento e manutenzione su superfici asfaltate o pavimentate, caratterizzate da un forte irraggiamento solare e dall’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (come tute, caschi e mascherine) che aumentano il carico termico e la percezione del caldo.
Nell’atto viene inoltre evidenziato come, proprio nei giorni della presentazione dell’interrogazione (mercoledì 24 giugno), le temperature a Ferrara si attestino tra i 34 e i 38 gradi, con un trend in ulteriore aumento secondo le previsioni meteorologiche, in un contesto nazionale che nel mese di giugno ha già registrato ondate di calore con picchi fino a 37 gradi in Pianura Padana.
Per questi motivi La Comune chiede al sindaco e alla giunta di chiarire tre aspetti: se e come il Comune abbia valutato il rischio da calore e adottato misure organizzative per il proprio personale impiegato all’aperto nei giorni di rischio “Alto” segnalati da Worklimate; se Ferrara Tua e le altre società partecipate abbiano adottato analoghe misure, estendendole anche alle eventuali imprese terze coinvolte nei servizi; e infine se l’amministrazione abbia già effettuato o intenda effettuare verifiche, anche attraverso la Commissione di controllo sui servizi pubblici, sul rispetto delle disposizioni sia nei servizi comunali che nelle società partecipate.
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