Cronaca
16 Giugno 2026
Fu segretario provinciale della Fiom e componente della segreteria di Rifondazione

Sinistra in lutto per la perdita di Gigi Cattani

di Redazione | 2 min

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Se n’è andato a 76 anni, dopo aver lottato per mesi contro una malattia incurabile, Luigi “Gigi” Cattani, storico esponente del sindacalismo e della politica ferrarese.

Cattani era entrato da dipendente pubblico presso l’ospedale di corso Giovecca in Cgil nel 1978. Qui, dopo aver inizialmente seguito il sindacato degli edili, entrò in Fiom, per la quale seguì le principali vertenze aziendali come quella della Berco di allora.

Nel 1989 venne eletto segretario provinciale delle tute blu, incarico che ricoprì per due mandati.

Uscì dalla Cgil a metà degli anni ’90 e si concesse una breve parentesi nel privato come capo del personale presso uno stabilimento termale di Porretta, in provincia di Bologna.

Gli ultimi anni prima della pensione li passò come assistente presso un assessorato regionale in viale Aldo Moro.

A livello politico amministrativo Cattani non ricoprì mai degli incarichi, pur entrando nella segreteria provinciale di Rifondazione Comunista, dove rappresentava l’ala più movimentista del partito.

Amava “il popolo”, la schiettezza e il Brasile, i suoi piccoli villaggi, dove si recava appena poteva.

“Un grande uomo e dirigente sindacale – lo ricorda Alfredo Valente, ex assessore del Comune di Ferrara e suo compagno in Rifondazione -. Sono onorato di aver fatto un lungo percorso con lui come dirigente sindacale. È stato un punto di riferimento”.

“Lui era una colonna della sinistra critica e militante ferrarese – commenta Davide Nanni, consigliere comunale del Pd -. Spesso avevamo posizioni politiche molto differenti ma sui valori antifascisti e alcune battaglie importanti per la città ci siamo sempre trovati concordi. Amava Ferrara e lascia qualcosa di importante in chiunque lo abbia conosciuto, stimato, accompagnato o avversato”.

“Ciao compagno – gli scrive sulla bacheca facebook Kiwan Kiwan, ex segretario del Prc ed ex consigliere comunale -, spesso ci hanno apostrofato come ‘compagni di merenda’. Sono senza parole. La tua intelligenza e la tua astuzia erano sempre funzionali alla soluzione dei problemi”.

Catani lascia la moglie Sandra Pareschi, anche lei sindacalista di lungo corso, e i figli Pierluigi, Michele e Chiara.

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