Spettacoli
17 Giugno 2026
Mercoledì 17 giugno all’Impianto Idrovoro di Cona il monologo autobiografico dell’attrice di "Doc". In programma anche Alessandro Sciarroni e la rassegna "Out of The Boiler Room" al Ferrara Off

Bonsai Festival entra nel vivo: Beatrice Schiros inaugura l’ultima settimana tra teatro, danza e performance

di Redazione | 4 min

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Un racconto di vita che diverte, commuove, appassiona, personale eppure universale, perché tutti abbiamo vissuto relazioni improbabili, ferite, cadute e risalite: Beatrice Schiros, una delle interpreti teatrali più apprezzate, Premio Maschere del Teatro nel 2019, volto del cinema – con Paolo Virzì, Riccardo Milani, Cristina Comencini – e della TV, da Camera Cafè all’inizio degli anni Duemila al successo di Doc – Nelle tue mani su Rai Uno, porta mercoledì 17 giugno alle 21.15 nel suggestivo palcoscenico dell’Impianto Idrovoro Sant’Antonino (via Fiaschetta 10, Cona, Ferrara), grazie alla collaborazione con il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, Metaforicamente Schiros, lo spettacolo che inaugura l’ultima settimana della decima edizione di Bonsai, Festival di Teatro Contemporaneo in programma fino a domenica 21 giugno.

Metaforicamente Schiros è un monologo fuori dai denti, sfacciato e amaro in cui l’attrice si racconta senza filtri, facendo il punto su sé e sulla propria esistenza: uno spettacolo dalla forma essenziale e denso di vita, in grado di portare il pubblico al cuore del teatro creando un fortissimo legame empatico tra attrice e pubblico grazie alla sua grande interprete, per la prima volta anche autrice insieme al compagno di viaggio Gabriele Scotti.

Venerdì 19 giugno alle 19.30 il Ridotto del Teatro Comunale Abbado di Ferrara ospita un altro imperdibile appuntamento, quello con Don’t be frightened of turning the page di Alessandro Sciarroni, Leone d’Oro per la Danza: sarà il performer Marco Bertani l’interprete del progetto di Sciarroni, che partendo dall’osservazione dei fenomeni migratori di alcuni animali che al termine della loro vita tornano a riprodursi e a morire nel luogo dove sono nati, lavora sul concetto di turning, nel suo doppio significato di girare, voltarsi, e di evolvere, cambiare. Don’t be frightened of turning the page è una delle versioni del progetto TURNING, che di volta in volta prevede il coinvolgimento di interpreti, artisti visivi, musicisti, designer chiamati da Sciarroni a interpretare la stessa azione secondo la propria sensibilità – in maniera drammaturgicamente coerente con il titolo del progetto: i materiali e le partiture fisiche sono soggette ad un mutamento, un’evoluzione, una trasformazione, all’interno di ogni singolo evento.

Domenica 21 giugno a partire dalle ore 20.00 il Teatro Ferrara Off (viale Alfonso d’Este I, 13) ospita la microrassegna Out of The Boiler Room, che vede il ritorno di Ksenjia Martinovic, Matteo Prosperi e Alessio Genchi, protagonisti della performance Boiler Room ospitato da Bonsai nell’edizione 2023: tre spettacoli – Tito for Table, La diplomazia del panda_primo studio e Ridi, piangi, ti ecciti che mixano tragedia e commedia, leggerezza e riflessioni sul presente, dalla dimensione autobiografica a quella geopolitica.

In Tito for Table Matteo Prosperi “riscrive” Shakespeare nella forma del théâtre d’objets, trasformando ogni personaggio del Tito Andronico in un alimento, che dopo ogni uccisione finisce in pentola e viene cucinato dal performer all’interno della narrazione. Nella scena finale, la ricetta è pronta, proprio come il pasticcio che Tito Andronico offre alla nemica Tamora. Sullo sfondo, rimandi ai conflitti odierni: una realtà non meno spietata e cruenta di quella immaginata dal drammaturgo inglese.

Ne La diplomazia del panda_primo studio, presentato in prima nazionale, la scintilla narrativa è la figura del panda, non solo attrazione da zoo ma pure, nella diplomazia e nella politica estera cinese, simbolo di relazioni amichevoli, strumento per costruire ponti commerciali e promuovere il soft power di Pechino. Una pratica nella quale Matthieu Pastore e Ksenija Martinovic, autori e interpreti, scorgono in filigrana l’esperienza individuale degli esseri umani di oggi che vedono la propria fragilità, le proprie debolezze trasformate in monete di scambio e sfruttate dalle dinamiche di mercato. Siamo tutt’insieme, insomma, i visitatori e le bestie incarcerate di uno zoo dalle gabbie mobili e trasparenti: un racconto dal quale nascono domande sul nostro presente, sulla geopolitica di oggi e sui rapporti umani dove tutti sono in cattività, senza alcuna intenzione di ribellarsi.

In Ridi, piangi, ti ecciti infine, di e con Alessio Genchi e Innocenzo Capriuoli, la scena è occupata dalla corsa frenetica, ipnotica e suggestiva che attraversa i compleanni di un uomo medio contemporaneo, che dà vita a una serie di Polaroid animate a ognuna delle quali si accompagna un incantesimo, uno sketch, una poesia. In scena un personaggio senza nome, fantozziano, in cui i due autori si immergono e in cui spesso si rispecchiano al fine di giocare con il proprio passato biografico ricordandone così, nostalgicamente, le gioie, le delusioni e per manifestare il futuro in un immaginario personale e collettivo. Una concitata filastrocca sulla velocità dell’esistenza per augurare a se stessi e al pubblico una vita piena e autentica, in cui non smettere mai di ridere, piangere ed eccitarsi.

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