Rafforzare la rete di prevenzione e protezione contro la violenza di genere dopo il femminicidio avvenuto il 3 giugno scorso nel quartiere Barco. È stato questo il tema centrale della riunione del Tavolo provinciale per il contrasto alla violenza di genere, convocata dal prefetto di Ferrara, Massimo Marchesiello, e svoltasi a Palazzo Giulio d’Este.
All’incontro hanno partecipato l’assessore comunale Angela Travagli, il questore Luigi Silipo, il tenente colonnello Alberto Giletti, insieme ai rappresentanti dell’Università, dell’Ufficio scolastico provinciale, delle aziende sanitarie, delle categorie economiche, delle organizzazioni sindacali e del volontariato.
L’incontro ha rappresentato anche l’esordio istituzionale del nuovo questore Silipo all’interno del Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto della violenza nei confronti di donne e minori sottoscritto in Prefettura. Nel suo intervento, il questore ha definito la violenza contro le donne non più come un’emergenza temporanea, ma come un “fenomeno radicato”, arrivando a paragonarne la diffusione alla piaga della droga. Richiamando alcuni casi drammatici, ha osservato come la morte di molte vittime sia stata spesso un evento “annunciato”, preceduto da segnali che non sono stati adeguatamente colti dalla comunità.
Silipo ha inoltre illustrato il ruolo dell’ammonimento del questore, strumento che, secondo le statistiche nazionali, consente di ridurre sensibilmente la recidiva dei comportamenti aggressivi. Ha ricordato che il provvedimento può essere adottato anche senza una denuncia formale della vittima, nei casi di violenza domestica, e ha ribadito un principio ritenuto fondamentale per la prevenzione: “Non banalizzare mai le lamentele di una donna”.
Nel corso della riunione, l’assessore Travagli ha sottolineato la capacità del territorio ferrarese di costruire una rete trasversale di collaborazione. Tra gli aspetti innovativi evidenziati vi sono il coinvolgimento diretto dei pubblici esercizi, delle attività economiche e della rete delle farmacie territoriali, rappresentate da Federfarma, considerate vere e proprie “sentinelle” capaci di intercettare situazioni di disagio grazie al contatto quotidiano con la popolazione.
L’assessore ha inoltre richiamato il tema dell’autonomia economica femminile, indicandola come uno degli strumenti più efficaci per favorire l’autodeterminazione delle donne e consentire loro di uscire da situazioni di violenza e dipendenza.
Tra le proposte emerse durante il confronto figura quella avanzata dal Centro Donna Giustizia, che ha suggerito l’istituzione di una sorta di “alert sociale” per i casi più complessi. L’ipotesi prevede un sistema di segnalazione automatica tra forze dell’ordine, pronto soccorso e servizi sociali, attivabile quando si registrano accessi o richieste di intervento ripetute provenienti dallo stesso nucleo familiare, anche in assenza di una denuncia.
Sul fronte del mondo del lavoro, Cgil, Cisl e Uil hanno formalizzato la richiesta di adesione al protocollo provinciale, impegnandosi a formare delegati e rappresentanti sindacali come “terminali sensibili” capaci di riconoscere situazioni di rischio e orientare le vittime verso i percorsi di tutela.
Durante l’incontro è stato inoltre ricordato il ruolo pionieristico del sistema sanitario ferrarese, prima realtà regionale ad aver elaborato un protocollo operativo dedicato al servizio 118 e ad aver istituito un master per infermieri specializzati nel contrasto alla violenza di genere.
A chiudere i lavori è stato il prefetto Marchesiello, che ha ribadito la necessità di consolidare ulteriormente la rete sociale e istituzionale. “Ogni femminicidio è una sconfitta collettiva che ci obbliga a fare di più e meglio”, ha dichiarato. “Le istituzioni sono compatte nel ritenere che la prevenzione e la protezione delle donne a rischio non siano obiettivi auspicabili, ma doveri inderogabili”. Un impegno che, secondo il prefetto, deve tradursi in azioni concrete e misurabili, capaci di incidere realmente sul territorio e di prevenire nuove tragedie.
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