“Vorrei solo dire loro ‘grazie’, per avermi fatto rinascere”. Per Elisa Napolitano, domenica 14 giugno al Ferrara Summer Festival non sarà soltanto una serata di musica. Sarà soprattutto un viaggio simbolico, la tappa di un percorso difficile iniziato pochi anni fa e una speranza custodita da mesi: riuscire a incontrare i Megadeth per dire loro una semplice parola. Grazie.
Elisa oggi si muove in sedia a rotelle. Affetta da fibromialgia, racconta di aver sviluppato gravi problemi di salute dopo una reazione avversa alla seconda dose di vaccino anti-Covid, una condizione che negli anni l’ha costretta a lunghe permanenze a letto, accertamenti medici e una drastica riduzione della propria autonomia.
“Per quasi due anni ho avuto febbre continua e non riuscivo più a fare nulla. La prima conquista è stata riuscire a passare dal letto alla sedia a rotelle”, racconta.
Eppure, in quel periodo complicato, c’è stata una costante che non l’ha mai abbandonata: la musica Metal. Una passione nata molto prima della malattia e che, col tempo, si è trasformata in qualcosa di più.
“Ho sempre amato i Megadeth. Quando ho ricominciato a uscire di casa, la prima cosa che ho voluto fare è stata tornare a un loro concerto”, spiega.
Nonostante la difficoltà di sopportare anche solo la luce del sole, Elisa si è fatta coraggio. E l’occasione arrivò all’Alcatraz di Milano. Si trovava nell’area riservata alle persone con disabilità, proprio sotto il palco. Quella sera accadde qualcosa che ancora oggi ricorda con emozione.
“Durante il concerto mi hanno salutata e Dave Mustaine mi ha lanciato un plettro e i polsini. Può sembrare una cosa piccola, ma per me è stato enorme. Psicologicamente mi ha dato una forza incredibile”.
Da allora la musica live è diventata parte integrante del suo percorso. Non una cura in senso medico, precisa, ma un’attività che le procura benefici concreti e che ha imparato a conoscere insieme agli specialisti che la seguono.
“Abbiamo scoperto che determinate frequenze musicali mi aiutano. Dopo i concerti sto meglio. La musica Metal mi dà energia e in alcuni momenti mi aiuta persino a gestire sintomi come le tachicardie”.
Quello di Ferrara arriva dopo ben quarantasette concerti in meno di due anni per Elisa. Un numero impressionante per chi, nel 2022, aveva dovuto rinunciare ai biglietti acquistati per vedere Korn e Guns’N’Roses perché non riusciva nemmeno ad alzarsi dal letto.
Nel frattempo Elisa ha cercato nuove strade terapeutiche, affiancando ai percorsi tradizionali approcci alternativi che, nel suo caso, le hanno consentito di migliorare la qualità della vita e di ridurre alcuni dei sintomi più invalidanti, compresi i dolori legati alla fibromialgia di cui soffriva.
“Se non fosse stato per la musica e per i Megadeth probabilmente sarei ancora chiusa in casa. Mi hanno dato una motivazione per riprovarci, per uscire, per rimettermi in gioco”.
Per questo il concerto dei Ferrara Summer Festival ha un significato speciale. Elisa è già stata a Ferrara l’anno scorso per vedere Slipknot e Judas Priest, ma stavolta il desiderio è diverso. Non cerca fotografie o autografi. “Vorrei soltanto ringraziarli. Se oggi riesco ancora a vivere col sorriso, una parte del merito è anche loro. E non è una frase fatta”.
Sa che non sarà facile. I Megadeth non hanno in programma in Italia incontri con i fan – i classici meet&greet – e l’organizzazione del tour è particolarmente rigida. Da settimane Elisa prova a percorrere ogni strada possibile, tra social network, contatti e persone conosciute nell’ambiente dei concerti.
“Sto studiando anche l’inglese per riuscire a dirglielo personalmente. Vorrei guardarli negli occhi e dire grazie”.
È questo il motivo che la porterà da Genova a Ferrara. Non cerca alcun privilegio particolare. Vorrebbe soltanto avere pochi minuti per raccontare alla band che ha fatto la storia del metal quanto la loro musica abbia inciso nel suo percorso di rinascita.
Per questo lancia anche un appello a chi, nel mondo dell’organizzazione, della sicurezza o dello staff che ruota attorno al Ferrara Summer Festival e ai Megadeth, potesse aiutarla a far arrivare il suo messaggio.
A volte bastano pochi minuti e una stretta di mano per lasciare un segno indelebile. Domenica sera Elisa sarà in piazza Ariostea, con la speranza di assistere a un grande concerto, ma anche con quella di riuscire a pronunciare una parola che porta con sé anni di battaglie, sacrifici e ripartenze: “Grazie”.
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