Meno mezzi sulle strade, una logistica più efficiente e benefici redistribuiti lungo tutta la catena del valore, dai produttori ai consumatori. È il bilancio del progetto “Dal produttore al consumatore. Il modello cooperativo per una filiera integrata”, presentato martedì 9 giugno al Cubo Unipol di Bologna durante un evento promosso da Legacoop Emilia-Romagna.
Al centro dell’iniziativa, una sperimentazione realizzata nell’inverno 2025-2026 lungo la filiera ortofrutticola che ha coinvolto il 95% dei volumi scambiati da Coop Alleanza 3.0 e Apofruit. Il test ha dimostrato come una maggiore integrazione tra produzione, trasformazione, logistica e distribuzione possa generare efficienze concrete e una più equa distribuzione del valore.
I risultati evidenziano una riduzione del 34% degli ordini e dei viaggi effettuati dai mezzi di trasporto. Contestualmente sono aumentati il riempimento delle pedane (+9%) e la saturazione dei camion, con un incremento medio di mezzo pallet per veicolo. Migliorano anche i tempi di approvigionamento, anticipati di un giorno rispetto al passato. Le efficienze ottenute hanno contribuito a una crescita del 10% dei volumi ordinati, mentre i benefici economici sono stati trasferiti sia ai consumatori, attraverso sconti sul prezzo finale, sia ai produttori.
Il progetto ha coinvolto Coop Italia, Coop Alleanza 3.0, Apofruit, Agribologna, Terremerse, Codma e Fruttagel, con il supporto di Coopfond e Legacoop Agroalimentare e il coordinamento tecnico di Scs Consulting.
Secondo Daniele Montroni, presidente di Legacoop Emilia-Romagna, il contesto attuale impone un cambio di passo. “Il contesto in cui operiamo è segnato da mercati instabili, rincari energetici e dall’impatto drammatico del cambiamento climatico. In questo scenario, la cooperazione è chiamata ad assumersi una responsabilità chiara: andare oltre la sola capacità di tenuta e delineare nuove prospettive”, ha affermato.
Montroni ha sottolineato come il progetto rappresenti un’evoluzione del tradizionale approccio logistico verso una vera integrazione industriale della filiera. “Con questo progetto passiamo dall’analisi della logistica alla costruzione di una filiera integrata, dove produzione, logistica, trasformazione e distribuzione ragionano come un’unica azienda”. Un modello reso possibile dalla presenza delle cooperative in tutti gli anelli della catena produttiva e che, secondo il presidente di Legacoop Emilia-Romagna, potrebbe essere esteso ad altri comparti. “I risultati di oggi sull’ortofrutta tracciano una rotta che dovrà estendersi progressivamente a tutte le nostre eccellenze agroalimentari”, ha aggiunto.
Anche per Simone Gamberini, presidente di Legacoop Nazionale, l’iniziativa segna un passaggio importante per il sistema cooperativo. “Per il sistema Legacoop, il supporto all’innovazione nell’agroalimentare è una priorità strategica, ancor più quando unisce le cooperative di produzione, trasformazione, logistica, distribuzione nella Gdo e ristorazione, coprendo l’intera catena del valore”, ha dichiarato.
Secondo Gamberini, le sinergie sviluppate consentono non soltanto di distribuire meglio il valore aggiunto lungo la filiera, ma anche di rafforzarne la sostenibilità e la competitività. “Sulla filiera dell’agroalimentare, asse portante dell’economia emiliano-romagnola, siamo ormai passati dalla fase di sperimentazione alla costruzione di un modello solido, con l’auspicio che diventi replicabile anche in altri comparti”.
Sulla stessa linea Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroitticoalimentare, che ha evidenziato come i risultati raccolti confermino la validità dell’approccio cooperativo. “I ragionamenti, le tesi ed i risultati sperimentali di questi anni di lavoro dimostrano che la visione cooperativa di filiera ha nel suo intimo delle possibilità di trasferire vantaggi a tutti gli anelli coinvolti”, ha osservato, indicando ulteriori margini di sviluppo per il progetto.
L’alleanza tra i soggetti della filiera non si è limitata agli aspetti logistici. Dal tavolo di coordinamento sono infatti nate anche innovazioni commerciali, come il lancio dell’avocado italiano e della mela Regal You. Da giugno debutta inoltre nei punti vendita la nuova gamma di pomodori di filiera, mentre in autunno partiranno i test dedicati all’insalata baby romana.
Per Maura Latini, presidente di Coop Italia, l’esperienza dimostra che un diverso modello organizzativo è possibile. “Ciò che è emerso oggi e che è frutto di un impegno a monte dimostra che si può generare efficienza e limitare le frammentazioni e distorsioni tuttora esistenti nel modello di filiera ortofrutticola”, ha spiegato.
Latini ha ribadito la centralità del consumatore e del socio cooperatore nel percorso di innovazione intrapreso. “Lo si può fare se si lavora in modo coordinato mettendo al centro il consumatore finale che nel caso nostro di sistema cooperativo spesso coincide con il socio”. Un approccio che, ha concluso, potrebbe diventare un riferimento per l’intero settore: “Ci auguriamo di aver contribuito a mettere a fattore comune un modo di agire che possa diventare al più presto prassi corrente”.
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