Politica
9 Giugno 2026
Per l'assessora e coordinatrice comunale di Fratelli d'Italia "vuole solo introdurre maggiore trasparenza, chiarezza e partecipazione, rafforzando il dialogo tra scuola e genitori"

Ddl Valditara. Scaramagli (FdI): “Un passo importante”

di Redazione | 2 min

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“L’approvazione del ddl sul consenso informato in ambito scolastico rappresenta un passo importante verso una scuola sempre più fondata sulla collaborazione tra istituzioni scolastiche e famiglie”. Così l’assessora e coordinatrice comunale di Fratelli d’Italia Ferrara Chiara Scaramagli interviene sul ddl Valditara.

Per Scaramagli “educare significa costruire un’alleanza educativa forte, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità previste dalla nostra Costituzione”. Così la scuola resterebbe “luogo fondamentale di crescita, confronto e formazione ma su temi particolarmente delicati e attinenti alla sfera affettiva/sessuale e all’identità di genere è necessario che le famiglie siano preventivamente informate e coinvolte nelle scelte educative dei propri figli, così come stabilisce anche l’art. 30 della Costituzione”.

“Il Ddl Valditara – spiega – non vuole in alcun modo limitare l’autonomia scolastica né il valore dell’educazione affettiva, come qualcuno vuol far credere: disciplinare e richiedere il consenso delle famiglie su percorsi che riguardano l’identità di genere non significa voler sopprimere l’educazione al rispetto, alle relazioni e all’empatia e l’educazione sessuale in senso biologico, che infatti si continuerà ad insegnare in tutti i gradi di scuola come già disposto dal Governo, che ha anche stanziato 13 milioni di euro per tali attività in classe con gli studenti e 3 milioni di euro per la formazione ad hoc dei docenti (e il 90% degli istituti superiori in Italia ha attivato corsi di educazione alle relazioni e al rispetto, molti di questi curriculari): risorse che prima non erano mai state destinate per queste finalità”.

“Vuole solo introdurre – conclude – maggiore trasparenza, chiarezza e partecipazione, rafforzando il dialogo tra scuola e genitori poiché la famiglia non deve mai avere un ruolo marginale soprattutto su temi delicati e importanti come l’identità di genere e le teorie gender.
Ed è proprio questo il punto focale: la crescita dei ragazzi richiede responsabilità comune, rispetto reciproco e una comunità educante capace di lavorare insieme, senza contrapposizioni ideologiche e senza propaganda”.

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