Attualità
8 Giugno 2026
L’assemblea straordinaria vota all’unanimità l’allontanamento dell’ex presidente Gianluca Amaroli e dell’ex vicepresidente Cinzia Reggiani. Il nuovo direttivo denuncia irregolarità nella gestione passata e chiarisce: "La Galleria Il Rivellino è chiusa"

Club Amici dell’Arte, espulsi due ex dirigenti: “Prima volta in 51 anni di storia”

di Redazione | 3 min

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Per la prima volta nei suoi 51 anni di attività, il Club Amici dell’Arte di Ferrara ha deliberato l’espulsione di due ex dirigenti. La decisione, definita dall’associazione come un provvedimento “senza precedenti”, è stata assunta all’unanimità dall’assemblea straordinaria dei soci riunita il 28 maggio nella sede dell’Accademia San Nicolò.

A essere espulsi sono l’ex presidente Gianluca Amaroli e l’ex vicepresidente Cinzia Reggiani. Secondo quanto comunicato dal nuovo consiglio direttivo guidato dal presidente Marco Nava, la misura si è resa necessaria per tutelare il Club dopo una gestione caratterizzata da “problemi organizzativi, amministrativi e statutari”.

Tra le contestazioni mosse ai due ex dirigenti vi è la questione della legittimazione delle cariche. Nel comunicato si sostiene infatti che “Amaroli non era mai stato eletto Presidente e Reggiani non era mai stata eletta Vicepresidente”. Pur facendo parte del consiglio direttivo, i due avrebbero assunto i rispettivi ruoli dopo le dimissioni del precedente presidente senza che venisse completata la ratifica prevista dallo statuto né fossero convocate nuove elezioni.

Secondo quanto riferito dall’associazione, questa situazione avrebbe determinato una condizione “sostanzialmente antidemocratica”, superata soltanto grazie all’iniziativa di alcuni soci e di due membri del precedente direttivo che avrebbero richiesto il ripristino delle procedure statutarie e l’indizione di nuove elezioni.

Il nuovo consiglio direttivo segnala inoltre “scarsa trasparenza amministrativa”, difficoltà nella gestione della documentazione e la presenza di un debito lasciato alla nuova governance. A ciò si aggiungerebbe una campagna pubblica critica nei confronti del Club, condotta dagli ex dirigenti attraverso social network e altri canali, ritenuta dannosa per l’immagine dell’associazione e capace di scoraggiare soci e sostenitori dal contribuire economicamente alle attività.

Un altro punto di forte contrasto riguarda l’utilizzo del nome storico “Il Rivellino”. Il Club sostiene che, nonostante le diffide già inviate, i due ex dirigenti abbiano continuato a utilizzare la denominazione per iniziative private ed espositive. Durante l’assemblea questo comportamento sarebbe stato definito come un “uso abusivo del nome ‘Il Rivellino’”.

Nel documento diffuso alla stampa, l’associazione intende inoltre chiarire la situazione dello storico spazio espositivo: “La cosiddetta ‘Galleria Il Rivellino’ è chiusa”. Il direttivo precisa che l’attuale spazio espositivo che utilizza quel nome “non è in alcun modo riconducibile al Club Amici Dell’Arte”, trattandosi, secondo la ricostruzione fornita, di “una realtà privata e commerciale completamente autonoma e priva di qualsiasi legame istituzionale con l’Associazione”.

Nella lettera che accompagna il comunicato, il presidente Marco Nava spiega che la scelta di intervenire pubblicamente nasce dalla volontà di fare chiarezza sulla vicenda. Nava parla di “gravissimi problemi interni” e di “notizie fuorvianti diffuse da ex-soci mal informati e ‘mal informanti’”, sostenendo che il Club abbia subito “atti di boicottaggio, atteggiamenti sfidanti e accusazioni pubbliche oscene e diffamatorie”.

Archiviata la fase più conflittuale, l’associazione guarda ora al rilancio delle proprie attività. Da settembre è prevista la ripartenza dei corsi all’Accademia San Nicolò, con lezioni di pittura a olio e acquerello, il ritorno del laboratorio di scultura, incontri culturali, workshop artistici e iniziative sociali in collaborazione con il Comune di Ferrara. Il Club annuncia inoltre l’intenzione di tornare a organizzare mostre ed eventi espositivi in una nuova sede che, secondo quanto dichiarato, porterà “legittimamente il nome ‘Il Rivellino’”.

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