Politica
8 Giugno 2026
Il sindaco traccia il bilancio delle due serate da 120mila spettatori al Parco Urbano: "Per anni ci avevano convinto di non potercela fare". Ringraziamenti a organizzatori, volontari e pubblico

Fabbri dopo Vasco: “Ferrara non teme confronti con nessuno”

di Redazione | 3 min

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Il concerto di Vasco Rossi in due serate consecutive vedrà circa 120.000 persone come spettatori oltre a tutte quelle dell’indotto. Una manifestazione che ha obbligato la Questura a chiedere decine di operatori in aggregazione per le gestione in sicurezza dell’evento

A poche ore dalla conclusione del doppio concerto di Vasco Rossi al Parco Urbano Giorgio Bassani, il sindaco Alan Fabbri affida ai social una riflessione sul significato dell’evento che ha portato a Ferrara 120mila spettatori in due serate.

“Mi son preso qualche ora per realizzare quanto è stato fatto”, esordisce il primo cittadino, raccontando una notte quasi insonne trascorsa a ripercorrere mentalmente non solo i due concerti, ma anche il lungo lavoro organizzativo che li ha resi possibili. “Ho dormito pochissimo, forse nulla perché per tutta la notte ho avuto davanti a me un treno di immagini di queste due incredibili serate, ma anche di tutte le precedenti”.

Il primo pensiero è rivolto alle tante persone impegnate dietro le quinte. Fabbri ringrazia infatti quanti hanno lavorato all’organizzazione dell’evento “da un anno all’altro, con grande professionalità, lontane dai riflettori”, sottolineando come il successo sia il risultato di un impegno collettivo.

Il sindaco evidenzia poi la soddisfazione per i riscontri ricevuti dal pubblico e dai fan del rocker di Zocca arrivati da tutta Italia. “Leggere tutti i vostri commenti, i messaggi e sapere che sia andato tutto bene è la soddisfazione più grande”, scrive, aggiungendo che “sentire chi Vasco lo segue dappertutto raccontare che Ferrara è stata una tappa riuscitissima sul profilo dell’organizzazione e del luogo scelto ci rende davvero orgogliosi”.

Nel suo intervento emerge anche una rivendicazione politica e amministrativa legata alla capacità della città di ospitare manifestazioni di livello nazionale. “Io l’ho sempre pensato, anche se per tanto tempo – come sapete – hanno scritto che io fossi matto e che certi eventi non fossero alla nostra portata”, afferma.

Da qui la convinzione che Ferrara abbia ormai dimostrato il proprio valore. “Ferrara non teme confronti con nessuno, anche con i più grandi”, sostiene Fabbri. “Per anni la città aveva smesso di credere alle sue potenzialità e ci avevano convinto di non potercela fare, di essere piccoli, di poter arrivare fin lì e basta”. Un’idea che, secondo il sindaco, i numeri dell’evento hanno definitivamente smentito: “In questi anni abbiamo cercato di dimostrare sempre il contrario. E i fatti ci raccontano oggi qualcosa di straordinario: 120 mila persone arrivate da tutta Italia”.

Accanto agli aspetti organizzativi e ai dati sulle presenze, il primo cittadino pone l’accento anche sulla dimensione umana dell’appuntamento. “È stato bellissimo vedere tutte le generazioni, dai più piccoli ai più grandi, unite per intonare canzoni semplici ma che da decenni arrivano al cuore di tutti”, osserva, ricordando come la musica di Vasco Rossi abbia saputo riunire persone diverse attorno a emozioni condivise.

Per Fabbri il significato più profondo delle due serate va oltre lo spettacolo. “Perché alla fine i grandi concerti non sono solo musica. Sono ricordi che costruiamo insieme alle persone a cui vogliamo bene”, conclude il sindaco, affidando ai ringraziamenti finali il senso dell’intera esperienza: “Grazie Ferrara, grazie a tutti voi, grazie Vasco!”.

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