Politica
6 Giugno 2026
I circoli ferraresi di Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile commentano la scelta della maggioranza di governo di "ostacolare i percorsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole"

Ddl Valditara, “passo indietro nella prevenzione della violenza”

di Redazione | 3 min

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di Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile – Circoli ferraresi

Mentre l’Italia continua a dover affrontare la violenza di genere, la maggioranza di governo sceglie di ostacolare ed in alcuni casi eliminare i percorsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Riteniamo questa scelta profondamente sbagliata: l’educazione sessuo-affettiva non è un tema accessorio, né una questione ideologica.

Significa insegnare il rispetto reciproco, il consenso, il riconoscimento delle emozioni, il valore delle differenze e dell’autodeterminazione.

Significa fornire a bambine, bambini e adolescenti gli strumenti per costruire relazioni sane, rispettose e libere da stereotipi, discriminazioni, logiche di possesso, controllo e sopraffazione.

Il Ddl approvato giovedì dal Parlamento introduce nuovi vincoli e rafforza l’idea che questi percorsi siano qualcosa di facoltativo, da autorizzare caso per caso, anziché una parte integrante della formazione delle nuove generazioni. In particolare, prevede il consenso informato preventivo da parte dei genitori per le attività scolastiche che affrontano temi legati all’educazione sessuo-affettiva e continua a trattare questi percorsi come iniziative “straordinarie” e non come una componente stabile dell’educazione.

Quando il consenso informato preventivo diventa una condizione per partecipare a percorsi educativi su rispetto, consenso e relazioni, si rischia di escludere proprio una parte delle studentesse e degli studenti che potrebbero trarne maggiore beneficio. Si trasmette inoltre un messaggio culturale sbagliato e cioè che parlare di questi temi sia qualcosa di eccezionale, controverso o addirittura sospetto, invece di una parte fondamentale della crescita delle persone.

Nel dibattito pubblico si continua spesso a confondere l’educazione sessuo-affettiva con una precoce educazione alla sessualità. In realtà, nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria significherebbe parlare di rispetto, emozioni, stereotipi, autonomia, relazioni e gestione dei conflitti. È proprio in questi anni che si formano atteggiamenti e modelli relazionali destinati ad accompagnare le persone per tutta la vita.

Eppure la legge ha eliminato la possibilità di attivare questi percorsi nella scuola dell’infanzia e primaria, continuando a non riconoscere l’importanza di un lavoro strutturato fin dai primi anni del percorso scolastico, proprio dove la prevenzione potrebbe essere più efficace.

In questi giorni Ferrara è stata sconvolta dal femminicidio di Samanta Zironi. Sarebbe sbagliato utilizzare una tragedia così dolorosa per alimentare polemiche, ma sarebbe altrettanto sbagliato non cogliere il messaggio che ci consegna.

Ogni femminicidio ci ricorda che la prevenzione non comincia quando emerge la violenza. Comincia molto prima: nell’educazione, nella cultura, nella capacità di costruire relazioni fondate sul rispetto e sull’uguaglianza.

Quando la scuola pubblica non può svolgere pienamente questo ruolo educativo, si crea un vuoto, che verrà riempito da ciò che ragazze e ragazzi incontrano quotidianamente: stereotipi di genere, modelli di sopraffazione, contenuti online privi di strumenti critici e una cultura che troppo spesso normalizza il controllo e il possesso.

La prevenzione alla violenza non è un’opzione ideologica, ma è una responsabilità pubblica.

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